“La UIL dice NO alla manovra economica del Governo”. Con un’opera di volantinaggio effettuata ieri mattina davanti la sede della Prefettura di Frosinone, il sindacato di Luigi Angeletti protesta contro la manovra economica deliberata dal governo Berlusconi. Presente ovviamente lo stato maggiore della Uil di Frosinone, con il segretario generale Gabriele Stamegna che ha sottolineato gli aspetti negativi di una manovra “che noi riteniamo necessaria ma non in questa modalità”. Questo in estrema sostanza il pensiero della Uil su quanto deciso dal ministro Tremonti e avallato dai suoi compagni di Governo. “La manovra economica presentata dal Governo come provvedimento incentrato sulla riduzione delle spese – si legge sul volantino consegnato al vice Prefetto vicario, il dr. Grossi – in realtà è composto al 40% di maggiori entrate, molti tagli sono solo sulla carta, e tutto sembra di dubbia praticabilità. I tagli agli enti inutili e ai costi della politica, di cui tanto si è parlato, contano praticamente nulla in termini di riduzione della spesa, mentre pesanti sono i tagli su scuola e sanità. E’ una manovra recessiva destinata a penalizzare la ripresa economica nel nostro paese, ha l’ambizione di voler dare un segnale ai mercati finanziari, ma nei fatti è poco credibile in quanto rinvia sine die gli aggiustamenti strutturali sia nell’ambito della spesa che delle entrate, poco rimarrà in vigore dopo il 2012 e chi paga davvero sono sempre i soliti noti, e soprattutto i giovani. Dalla lettura della manovra tre elementi emergono con chiarezza: 1) Non è una manovra incentrata solo sui tagli alla spesa, al contrario ben il 40% della manovra a regime è composto da maggiori entrate; 2) L’incremento delle entrate è dovuto in gran parte ai nuovi provvedimenti antievasione, politica di questa compagine governativa poco credibile (vedi i reiterati dei condoni fiscali); 3) Assenza di misure strutturali di contenimento della spesa, a fronte di semplici riduzioni lineari soprattutto nei confronti di Regioni e Comuni, con la grave conseguenza di una riduzione dei servizi sul territorio o dell’aumento della fiscalità locale”. Gabriele Stamegna ha dichiarato quanto segue a margine della consegna del documento di contestazione. “Noi riteniamo sì necessaria la manovra, ma riteniamo iniqua la distribuzione dei sacrifici. E’ una manovra visibilmente improvvisata che punta a esibire grandi numeri per offrire un quadro macroeconomico rassicurante, e il peso è tutto sulle spalle di che ha sempre pagato. Chi paga un grande prezzo sono i giovani, colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato, dal blocco delle assunzioni e delle carriere nel pubblico impiego, dall’ennesimo rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali. Non una, ma due mani, vengono messe nelle tasche dei giovani, dei lavoratori, dei pensionati. No a questa manovra recessiva e antisociale che toglie a chi non ha per dare, ancora una volta, a chi già tanto ha”.
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