Chi non si lamenta sale, Federer torna n.2


TENNIS - Gli "esodati" di Madrid, Nadal e Djokovic, si lamentano del blu di Tiriac e Federer non si lascia sfuggire l'occasione: torna numero due del mondo. Sale anche Del Potro. In Italia bene ancora Seppi e Cipolla. Classifiche 14 maggio 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - I fan di Roger Federer possono quindi esultare. La fantastica rincorsa verso leggi ancora

LAKEI – Konspirasjoner


I Lakei sono un quartetto norvegese che niente ha a che fare con i generi in cui la terra dei fiordi è prima esportatrice nel mondo: black metal, death metal e via dicendo. Il gruppo esordisce infatti con questo lavoro che mescola in prevalenza sonorità sludge con hardcore-punk e noise. Il risultato è una miscela pesante, rabbiosa, che si leggi ancora

DEATHHAMMER – Onward To The Pits


Dalla Norvegia, ecco tornare con una nuova pubblicazione, la seconda della carriera, i Deathhammer, duo dedito al più scontato e old school black/thrash metal. Ci scusi la band per l’aggettivo scontato, ma non se la prenda: nel metal, perseverare spesso non fa difetto al prodotto finale. È infatti il caso di questi due figuri, che immaginiamo tetri e loschi leggi ancora

Bene Seppi e quindi l'Italia


TENNIS - La classifica rimane sostanzialmente invariata. L'exploit di Seppi a Belgrado consente all'Italia di scavalcare la Croazia in graduatoria per Nazioni e all'altoatesino di salire alla posizione numero 32 dell'Atp Ranking.  Classifiche 7 maggio 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - Mentre le prime venti posizioni rimangono immobili, eccezion fatta per Del Potro e Simon che si scambiano nuovamente le posizioni leggi ancora

BLESSED CURSE – Blessed Curse


Che periodo che sta vivendo il thrash metal! Fra vecchie band che non pensano minimamente alla pensione e giovani che scalpitano per entrare nel mondo del “lavoro”, di album interessanti ne stanno uscendo davvero parecchi. Da Colifax, California, ecco infatti il debutto dell’ennesimo gruppo di ragazzini che suonano alla vecchia maniera, e bene pure! Sono i Blessed Curse, terzetto leggi ancora

ENTOMBED + BUFFALO GRILLZ @ Traffic Live Club - Roma


Questa volta la neve non si è messa di mezzo. In una serata già calda di suo, gli Entombed, grazie alla Hellfire Booking e alla Al Produzioni hanno recuperato la data persa a febbraio a causa della nevicata che ha bloccato Roma e l’Italia. Tenendo fede alla promessa (e tutti sappiamo quanto è difficile recuperare una singola data saltata leggi ancora

ATP Ranking, salgono Del Potro e Simon


TENNIS - Del Potro torna top 10. Risale Simon mentre Dolgopolov torna fra i primi 20. Fra gli italiani Bolelli torna top 100 mentre Cipolla colleziona il suo best ranking. Stabile la classifica per nazioni.  Classifiche 23 aprile 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - Vincendo per l'ottava volta di seguito il torneo di Montecarlo Rafael Nadal allunga su Roger Federer, impegnato leggi ancora

HIGH ON FIRE – De Vermis Mysteriis


A due anni di distanza da “Snakes For The Divine”, tornano in pista gli High On Fire, gruppo che pubblicazione dopo pubblicazione ha abbandonato il sentiero sludge degli esordi per abbracciare sonorità un po’ più “commerciali”. Infatti, la band sorta dalle ceneri degli Sleep per volontà del leader Matt Pike, sostanzialmente in questo nuovo concept album (si parla di leggi ancora

Ranking ATP, Isner diventa top player USA


TENNIS - Isner diventa il primo giocatore degli USA. Continua a salire in classifica Monaco. La Germania scavalca la Repubblica Ceca per "colpa" di Ljubicic. Stabile tutto il resto.  Classifiche 16 aprile 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - John Isner ha di che gioire: la classifica questa settimana gli relaga la soddisfazione di essere il primo giocatore americano in classifica mondiale, leggi ancora

OVERKILL, 30 Anni Di Thrash E Non Sentirli


I re del thrash metal ai giorni nostri sono sempre gli stessi, quelli di un tempo. Tranne qualche band meteora che ogni tanto ha prodotto e produce qualche buon lavoro, se si vuole ascoltare la vera crudezza e la spontaneità del genere che ha infiammato i metal fan negli anni ’80 tocca ancora rivolgersi ai mostri sacri, più americani leggi ancora

» interviste

OVERKILL, 30 Anni Di Thrash E Non Sentirli

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

I re del thrash metal ai giorni nostri sono sempre gli stessi, quelli di un tempo. Tranne qualche band meteora che ogni tanto ha prodotto e produce qualche buon lavoro, se si vuole ascoltare la vera crudezza e la spontaneità del genere che ha infiammato i metal fan negli anni ’80 tocca ancora rivolgersi ai mostri sacri, più americani che europei. Fra questi – quelli made in USA – troviamo gli Overkill. Se li avete visti dal vivo negli ultimi anni, sapete benissimo che non c’è altro gruppo dei reduci degli anni ’80 in forma come loro. Fra cantanti spompati, chitarristi calvi e batteristi con il fiatone, gli Overkill hanno conservato invece intatta la loro freschezza, il loro vigore e soprattutto la loro onestà verso il genere che loro – e noi – amiamo, il thrash metal. Qualcuno di voi era preoccupato sulle sorti del nuovo album dopo l’ottimo “Ironbound” di due anni fa? Di certo non chi è fan del gruppo e di certo non il mitico Bobby “Blitz” Ellsworth, un cinquantenne che ha fermato la corsa del suo fisico a quando aveva vent’anni, tale è la forma strepitosa. Metalitalia.com ha avuto l’onore di intervistarlo per parlare del nuovo “The Electric Age”, forte candidato a diventare l’album thrash metal del 2012. Ecco a voi il resoconto della nostra conversazione! leggi ancora

VADER – 30 Anni Di Death Metal E Non Sentirli

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Pensi ai Vader, combo polacco attivo attivo da ben ventinove anni, e ti viene in mente subito Piotr “Peter” Wiwczarek, chitarrista e cantante della band, creatura sempiterna dei Vader nonché ultimo superstite della formazione originaria. Da poco i polacchi hanno dato alle stampe “Welcome To The Morbid Reich”, ennesimo album di duro e crudo death metal, senza aggiunte, divagazioni di sorta o artifizi vari: il classico lavoro dei Vader, insomma. Ed eccoli quindi partire in tour, spesso interminabili, e fare tappa a Roma, dove Metalitalia.com ha raccolto le impressioni di Peter non solo sulla sua musica. A voi il resoconto della nostra lunga chiacchierata.

Vader 2012

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WARBRINGER – Fare A Pezzi Il Mondo A Suon Di Thrash!

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Warbringer 2011

Usciti con un nuovo, devastante album intitolato “World Torn Asunder”, gli americani Warbringer si confermano come una delle migliori – se non la migliore – giovane band thrash metal, un genere che grazie alla ventata di ottime produzioni di questi nuovi gruppi, cresciuti con i dischi della Bay-area, ha riportato in auge il movimento costringendo i mostri sacri a re-impegnarsi per non poter più campare di rendita. Del terzo album del gruppo in quattro anni, ne parliamo con il chitarrista John Laux, che in una lunga intervista ci spiega come lui e gli altri membri del gruppo si sono avvicinati a questo genere musicale, coronando  il sogno di suonare assieme ai loro idoli. leggi ancora

TORNADO – Non Prendeteci Sul Serio

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Ogni tanto capita per le mani il classico gruppo spassoso che, per quanto possa dichiarare di prendersi sul serio, altro non è che una rimpatriata alcolica fra amici appassionati di metal. È il caso dei Tornado, combo composto da musicisti non eccessivamente famosi dell’Europa del nord che è riuscito a dare vita ad un album di thrash metal dalle tinte molto commerciali, prodotto ottimamente da Peter Tagtgren di fama Hypocrisy, e che si lascia ascoltare con spensieratezza pur non essendo niente di trascendentale. Incuriositi dall’aura spaccona che circonda il gruppo, Metalitalia.com ha rivolto qualche domanda ai Tornado, per sapere se possiamo prenderli sul serio o se dobbiamo derubricarli a semplici alcolizzati metallari. Ecco a voi il resoconto dell’intervista.

Tornado

COSA PUOI DIRCI IN MERITO ALL’ORIGINE DEL GRUPPO? QUALI SONO INOLTRE LE VOSTRE RADICI MUSICALI?
“L’idea della band è qualcosa alla quale ho lavorato per diversi anni. Il problema è che io non volevo dei compagni di gruppo qualsiasi. Avevo un’idea ben precisa delle persone con le quali volevo condividere musica e palco, specie a livello di personalità. Per quanto riguarda le mie radici personali queste affondano nel metal tradizionale, nel thrash e nel glam. In seguito ho scoperto ovviamente anche il death e il black metal”.

QUALI SONO STATI I PRIMI PASSI DEI TORNADO?
“La prima persona che ho contattato per formare il gruppo è stato il mio vecchio amico Big Maaaaaan. Ci siamo conosciuti anni fa tramite un amico in comune e da allora è nata la nostra amicizia. Poco dopo abbiamo passato un periodo di tempo a scrivere canzoni e a lavorare sul nostro primo demo, che non abbiamo spedito a nessuno. Il tempo di scrivere il nostro secondo demo ed ecco che avevo le idee chiare su come completare il gruppo”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON PETER TAGTGREN (PRODUTTORE DEL DISCO) CONSIDERATO CHE LUI È MOLTO SELETTIVO VERSO I GRUPPI CON CUI COLLABORA?
“Entrare in contatto con Peter è stato facile perché io sono suo padre (ovviamente scherza, ndR)! Durante gli anni ho avuto il piacere di girare in tour con gli Hypocrisy come loro manager e quindi siamo stati di fatto sempre amici. Quando è stata la volta di registrare l’album l’ho chiamato e gli ho chiesto di produrci. Sono un grande fan dei suoi lavori ed ero certo che avrebbe accettato di produrre i Tornado e che ci avrebbe fatto suonare come una band che ha la possibilità di investire milioni di dollari nella produzione. D’altra parte, io che conoscevo solo il suo lato spensierato ho scoperto un Peter grande lavoratore in studio, totalmente professionale e molto paziente nel prendersi tutto il tempo necessario per curare tutti i dettagli. Non ho nient’altro da dire su Peter tranne il fatto che è un ragazzo fantastico”.

PUOI SPIEGARCI PERCH È AVETE SCELTO QUESTO TITOLO PER L’ALBUM?
“Il concetto dell’album è ovviamente legato alle nostre provenienze, posti nei quali andiamo spesso per divertirci in svariate maniere (facile immaginare quali, ndR) senza la paura di essere perseguiti in alcuna maniera. Come la copertina testimonia, questi posti sono pieni di ragazze pronte ad accoglierti”.

PENSI CHE AL TEMPO DEL MODERN METAL, QUANDO MOLTI GRUPPI CAMBIANO DRASTICAMENTE SENZA PROBLEMI LA LORO PROPOSTA MUSICALE, CI SIA UN’ESIGENZA DI UN VERO E ORIGINALE SPIRITO ROCK AND ROLL?
“A mio parere sembra che i gruppi stiano provando a essere ‘differenti’, mancando il punto del rock and roll che è evasione e fantasia. E quando dico fantasy non mi riferisco a ‘Dungeons & dragons’, ma alla maniera in cui tramite il rock uno dovrebbe liberarsi dalle costrizioni mentali e mostrare il suo vero Io. A volte i gruppi sembrano dimenticare questo. Personalmente sono stufo di vedere gruppi che si vestono come se appartenessero al pubblico. Quindi quando la gente mi approccia chiedendomi perché vesto da superstar, io rispondo semplicemente: perché io posso, baby!”.

“IMMAGINATE GLI SLAYER CHE SI ACCOPPIANO CON I GUNS AND ROSES E CON I MOTLEY CRUE IN TERMINI DI SUONI, LOOK, ATTITUDINE, E AVRETE UN’IDEA DI CHI SIAMO”. NON PENSI CHE SIA LEGGERMENTE ESAGERATA QUESTA FRASE COME DEFINIZIONE PER LA VOSTRA MUSICA?
“Sì, in effetti la definizione può suonare ‘bombastica’ ma ha perfettamente senso dato che le nostre personalità lo sono. Gli Slayer rappresentano l’aggressività e il thrash metal nella nostra musica mentre i Tornado incrociano i Motley Crue nell’attitudine e nello stile, ma anche nell’abilità comune nello scrivere canzoni di pronta presa. Mi piace dire che siamo la ‘band attuale’, la band con la potenza e la band troppo dolce per essere acida”.

CHE CI DICI DEL TESTO DI “TUNISIA UPRISING”. AVETE REGISTRATO A FEBBRAIO, QUINDI DUE MESI DOPO LA RIVOLTA CHE HA DATO VITA ALLA “PRIMAVERA ARABA”.
“Esattamente. All’epoca tutti i notiziari parlavano della rivolta. Per me la storia di Muhamad Bouazizi (protagonista dell’evento che simbolicamente ha scatenato la rivolta, ndR) è stata importante, non è passata sotto le righe perché sono state le sue azioni a scatenare la rivolta che ora vediamo propagarsi in tutti i paesi di quella zona”.

ANCORA SUI TESTI. C’ È UN’ALTRA CANZONE CHE PARLA DI UN PREDE PEDOFILO. QUALCHE ESPERIENZA PERSONALE IN MERITO? O, PIU’ SERIAMENTE, CHE PUNIZIONE AFFLIGGERESTI A QUESTI ESSERI SUB-UMANI?
“Fortunatamente non ho mai avuto esperienze del genere. Posso solo immaginare quanto orribile possano essere storie del genere per i bambini, i quali sono magnifici. Penso che chiunque muova una mano contro un bambino vada punito severamente, nel pieno della pena prevista dalla legge. La morte sarebbe una pena troppo buona per queste persone. Basti pensare che in prigione questi molestatori sono odiati da tutti gli altri criminali, ragion per cui non possono entrare in contatto – per la loro incolumità – con il resto della marmaglia. Io li darei in pasto ai cani!”.

QUAL È IL TRAGUARDO CHE VOLETE CONSEGUIRE CON LA VOSTRA MUSICA? PUNTATE A DEL THRASH METAL MOLTO ORECCHIABILE O A MUSICA DIFFERENTE MA PIÙ ORIGINALE?
“Il principale obiettivo come musicista è quello di scrivere canzoni quanto più orecchiabili possibili. Che sia un riff o un coro, voglio che questo rimanga in testa dell’ascoltatore o che possa cantarlo. Niente nella musica è stato originale per tanto tempo e questo mi sta bene. Dopo tutto, i Tornado non hanno inventato la corsa, cercano solo di renderla più divertente”.

ESISTE UNA QUALCHE POSSIBILITA’ DI VEDERVI IN TOUR? AVETE MAI SUONATO DAL VIVO?
“Come gruppo, assieme, non abbiamo mai suonato dal vivo. Ma con l’album pubblicato, vediamo se ci sono in giro gruppi abbastanza coraggiosi da portarci di spalla in tour”.

GLI ALTRI MEMBRI DEL GRUPPO SONO IMPEGNATI IN ALTRE BAND?
“Sì, il resto della mia crew ha la propria band. I ragazzi finlandesi suonano negli Amoral mentre Big Maaaan ha il suo gruppo chiamato Fuelblooded e io incoraggio tutti i fan dei Tornado a dare un ascolto a questi gruppi”.

GRAZIE PER IL TUO TEMPO, SALUTA I FAN ITALIANI DEI TORNADO!
“In conclusione, grazie per il vostro spazio dedicato al nostro gruppo. Speriamo che la nostra musica piaccia alla gente e che questa compri il nostro lavoro. È l’unica maniera che abbiamo per sopravvivere e per fare altri album”.

LOCK UP – Ritorno Da Dominatori

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Nati come progetto di metal estremo con nomi importanti della scena, i Lock Up dopo un paio di album di puro grindcore hanno subito la perdita di Jesse Pintado, storico chitarrista dei Napalm Death, ponendo fine alla loro carriera in studio. Così sembrava, almeno. Dopo nove anni di relativa inattività, la voglia dei membri del gruppo di tornare a scrivere canzoni veloci e liberi dagli schemi delle loro band principali ha preso il sopravvento. Eccoci quindi a parlare di questo nuovo, devastante lavoro della band multinazionale, uno dei migliori dischi dell’anno grazie anche alla super prestazione di Tompa dai tempi degli At The Gates. Metalitalia.com dopo aver incensato “Necropolism Transparent”, ha instaurato una piacevolissima chiacchierata con Anton Reisenegger, chitarrista già negli storici cileni Pentagram, ora nei thrasher Criminal e finalmente in pianta stabile nei Lock Up. 

Lock Up 2011

È BELLO SENTIRVI DOPO NOVE ANNI! QUANDO AVETE PENSATO A RIMETTERE IN PIEDI LA BAND?
“Il gruppo era devastato dopo la morte di Jesse Pintado. La situazione era quella che era ed eravamo praticamente sciolti. Poi Shane mi contattò dicendo che aveva nuovo materiale e che avrebbe voluto realizzare un nuovo album. L’anno era il 2006 o il 2007, non ricordo bene. Cominciammo quindi a metterci in movimento. Ma i nostri tempi sono lunghissimi. Durante una jam dell’ottobre 2009, in vista del Damnation Festival, sentimmo un gran feeling. Di lì in poi cominciammo a scrivere il nuovo album. Abbiamo impiegato due anni per scriverlo”.

QUESTO È IL PRIMO ALBUM CHE TI VEDE ALLA CHITARRA IN STUDIO. SUONI DI SOLITO IN MANIERA DIFFERENTE NEI CRIMINAL. COME TI SEI TROVATO A SCRIVERE IN STUDIO UN ALBUM DI CHIARO STAMPO GRINDCORE?
“Quello che faccio è scrivere riff più veloci del solito. Le mie basi sono sempre quelle dei Dark Angel e dei Possessed, conosco lo stile, so come scrivere un buon riff. Nei Lock Up bisogna solo velocizzarli”.

AVETE PUBBLICATO UN SETTE POLLICI CON I MISERY INDEX A GENNAIO CON UNA CANZONE CHE COMPARE ANCHE SUL NUOVO LAVORO. L’AVETE RI-REGISTRATA PER “NECROPOLIS TRANSPARENT”? E PERCHÈ AVETE DECISO PER QUESTA PUBBLICAZIONE?
“È venuta fuori così questa pubblicazione. La canzone è stata ri-lavorata prima di finire sul nuovo album. Per noi il sette pollici è una sorta di demo, ma per noi stessi. Penso sia una chicca per i fan, sono contento del risultato e della canzone, ascoltabile in un’altra versione”.

SAPPIAMO, DAI VIDEO TRAILER VISTI ONLINE, CHE VISTO CHE VIVETE IN DIVERSE PARTI DEL MONDO E CHE VI INCONTRATE, TU ED EMBURY – OGNUNO CON I SUOI RIFF –   CON GLI ALTRI MEMBRI DEL GRUPPO PER SCRIVERE LE CANZONI. PENSI CHE I VOSTRI STILI SIANO SIMILI E RITIENI CHE QUESTA SIA L’UNICA MANIERA POSSIBILE PER COMPORRE UN NUOVO ALBUM DEI LOCK UP?
“Ma penso che se non si leggessero i credits delle canzoni, nessuno riuscirebbe a capire quale canzone sia stata scritta da me e quale da Shane (esattamente quello che pensiamo, ndR). I Criminal hanno uno stile differente, mentre nei Lock Up bisogna concentrarsi nello scrivere riff tritaossa. Penso che comunque questo sia lo stile del gruppo”.

PARLIAMO DELL’ALBUM. SULLE NOSTRE PAGINE HA PRESO UNA VOTAZIONE PARI A OTTO PUNTI SU DIECI. DESCRIVENDOLO COME UN MEDICINALE, L’ABBIAMO DEFINITO ANTIDOTO AL FALSE METAL, TRENDY, O COME PREFERISCI CHIAMARLO. COME UN FARMACO, RACCOMANDIAMO UNA POSOLOGIA CHE PREVEDE ALTO VOLUME E ASCOLTO RIPETUTO, MENTRE COME EFFETTI COLLATERALI PUO’ CAUSARE SECREZIONI ADRENALINICHE E STATI DI AGITAZIONE. CHE NE PENSI?
“Molto divertente (ride, ndR). E’ una bella descrizione. La musica metal-core, trendy, fashion, chiamatela come vi pare, è una cosa per ragazzini. Magari poi li fermi, gli chiedi: ma conosci ‘Seven Churces’ (degli storici Possessed ndR)? E loro: ‘Cosa?’. Per carità, ci sono delle buone band anche in questo filone musicale, preparate tecnicamente e che suonano molto veloci, solo che se vai ad un loro concerto e non conosci le canzoni praticamente non capisci niente. Ho visto di recente Beneath The Massacre e Hate Eternal, non si capiva niente dal vivo. Riff velocissimi, ma niente di emozionante”.

A NOSTRO PARERE QUESTO ALBUM È IL PIU’ SIMILE A QUANTO PRODOTTO DAI NAPALM DEATH. RICORDA MOLTO L’ERA “ENEMY OF THE MUSIC BUSINESS”. SEI D’ACCORDO CON QUESTO PARAGONE (CHE È UN GRAN BELL’ACCOSTAMENTO A NOSTRO AVVISO)?
“Questo è inevitabile, come del resto nei Criminal per quanto mi riguarda. Noi siamo amanti dell’old school: Repulsion, Dark Angel, Possessed. Siamo dei fan del death metal dei primi anni ’90. In una certa maniera quest’album può essere visto come un tributo alla vecchia scuola metal. Ci sono differenze comunque fra quest’album e quello dei Napalm da te citato, ma anche tante similitudini, perché la musica che scrive Shane è questa”.

MOLTE PARTI HARDCORE E PUNK, MIXATE CON SPEZZONI GRIND E CON DEI BREAK ASSOLUTAMENTE KILLER. NON C’È SPAZIO PER QUALCOSA DI PIU’ SOFT NEI VOSTRI LAVORI. NON SAREBBE UN ALBUM DEI LOCK UP GIUSTO?
“No, non sarebbe altrimenti un nostro album. Potremmo ammorbidire leggermente il suono, accordare le chitarre in maniera diversa, questo ci farebbe conoscere magari a un palcoscenico più ampio a livello di pubblico, giusto rendendoci leggermente più accessibili. Ma, semplicemente, non saremmo noi”.

GLI ARRANGIAMENTI DEI BRANI SONO MOLTO CURATI. SEMBRA CHE SU QUESTO LAVORO VOI VI SIATE CONCENTRATI MOLTO SU OGNI SINGOLO DETTAGLIO PER TIRARE FUORI IL MEGLIO DALLE POTENZIALITA’ DI OGNI SINGOLO RIFF. SEI D’ACCORDO?
“Non conosco il modus operandi prima del mio ingresso nel gruppo. Per me è stata una sorpresa constatare che in un weekend di prove si metteva mano solamente a tre o quattro canzoni. Si poteva fare di più, ma la cura era maniacale. Si ripetevano riff molte volte, tanto che io pensavo: ma cosa cambia se lo suoniamo una volta in meno? Gli arrangiamenti sono fantastici, comunque. È Shane che guida il processo, quindi io chiudo la bocca ed eseguo (ride ndR)”.

INOLTRE, QUESTA È LA PERFORMANCE MIGLIORE DI TOMPA DAI TEMPI DEGLI AT THE GATES, SEI D’ACCORDO?
“Si è decisamente così. Nello split di tre song che abbiamo fatto, la sua prestazione non ci aveva convinto. Poi quando abbiamo suonato al Brutal Assault lo scorso anno abbiamo constatato un buon periodo di forma. Il tizio che organizza il festival possiede uno studio di registrazione, quindi siamo andati li’ con birra e umore giusto. Tompa ha sfoderato una prova maiuscola, molto ispirata. Poi il merito è anche di Shane che ha prodotto le sue parti vocali e ha fatto un lavoro eccellente”.

QUINDI È UNA QUESTIONE DI UMORE, O MAGARI DI BIRRA?
“Si, è una questione di umore per lui”.

COME POSSIAMO QUINDI CONSIDERARE I LOCK UP? ANCORA UN SIDE PROJECT O PENSI CHE VI EVOLVERETE IN UNA BAND VERA E PROPRIA BEN PRESENTE SULLA SCENA?
“Tutti abbiamo impegni con le nostre band principali.  Non potremo mai fare un tour esteso di uno o due mesi. Possiamo fare dei concerti nei weekend, come abbiamo fatto ad esempio in Italia per due date lo scorso anno. Suoneremo nei festival, al Summer Breeze, ad esempio, ma comunque ci sentiamo una band vera e propria. Anzi, nei Lock Up,  tutti ci esprimiamo liberamente, con lo spirito originale che ci ha portato qui, quello di bere birra e suonare per il gusto di farlo, senza alcuna costrizione”.

E I CRIMINAL?
“Il nostro nuovo album uscirà per Massacre Records il 19 agosto. Abbiamo un nuovo chitarrista solista. Suoneremo al Bloodstock e al Summer Breeze e a novembre dovremmo essere in giro per l’Europa!”.

VUOI AGGIUNGERE ALTRO?
“Date un ascolto al nostro album, perché è metallo vero. Non è fashion, non è trendy, è metal per appassionati fatto da appassionati. Supportateci!”.

HAVOK (USA) – Il Tempo E’ Finito

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Da qualche anno gli americani Havok sono finiti sotto le sapienti grinfie discografiche della Candlelight Records. Dopo un primo album che, seppur valido, non aveva fatto gridare al miracolo, risultando l’ennesimo scopiazzamento della storia del thrash metal da parte di questi giovincelli americani, il nuovo lavoro del gruppo del leader David Sanchez si è guadagnato la qualifica di Hot Album sulle nostre pagine. Per saperne di più sui progressi della band e per sapere cosa bolle in pentola sul futuro, Metalitalia.com ha intervistato proprio Sanchez, che si è dimostrato abile interlocutore nonchè amante senza confini del vecchio thrash metal!

Havok

IL VOSTRO SECONDO ALBUM È FUORI DA QUALCHE TEMPO ORAMAI. SIETE SODDISFATTI DEL RESPONSO?
“Il 99% delle recensioni sono state killer! Abbiamo ricevuto votazioni molto alte, 8, 9 e anche dei 10, quindi siamo molto entusiasti!”.

“TIME IS UP” È STATO HOT ALBUM SULLE NOSTRE PAGINE. NELLA RECENSIONE ABBIAMO SCRITTO CHE, SE PARAGONATO AL VOSTRO DEBUTTO, È PIU’ SOLIDO. SEMBRA CHE QUESTA VOLTA VOI FOSTE PIU’ CONCENTRATI SUL DA FARSI. SEI D’ACCORDO?
“Sono totalmente d’accordo. Ci siamo concentrati molto sulla scrittura delle canzoni questa volta e, più di questo, volevamo che l’album annichilisse il pubblico al primo ascolto. Il traguardo è stato quello di creare canzoni molto aggressive, dirette, con una forte componente heavy metal. Sento che abbiamo portato a termine la nostra missione”.

QUALI SONO A TUO GIUDIZIO I PUNTI DI FORZA DI “TIME IS UP”?
“Non credo che l’album abbia dei punti deboli, quindi potrei rispondere che i punti di forza sono tutti quelli che compongono il nostro lavoro! La batteria, il basso, la chitarra, l’orecchiabilità, tutto è veramente forte. Sono molto felice di come l’album è venuto fuori, ma non penso di aver raggiunto il nostro top con la sua pubblicazione. Non vedo l’ora di iniziare a scrivere un nuovo disco perché so che supereremo “Time Is Up” e sono quindi eccitato all’idea di vedere cosa saremo capaci di fare la prossima volta!”.

‘IL TEMPO È FINITO’, RECITA IL TITOLO. MA PER COSA?
“Il titolo dell’album si adatta molto bene all’intero concept dei nostri testi. Quella frase può davvero applicarsi a tutte le canzoni. Non è un concept album ma ha un tema dall’inizio alla fine. La fine del regime, la fine delle idee…”.

SENZA DUBBIO ALCUNO, IN QUESTO NUOVO ALBUM POSSIAMO ASCOLTARE IL VOSTRO AMORE PER IL THRASH METAL DEGLI ANNI ’80. POSSIAMO DIRE CHE VI SAREBBE PIACIUTO VIVERE QUELL’ERA MUSICALMENTE?
“Penso che i tempi odierni siano fantastici per fare quello che facciamo. È veramente cool sapere che quando le band thrash gettano la spugna, ci siamo noi a tenere la barra del timone dritta! Penso che molta gente non si rende conto che, eventualmente, Slayer, Metallica, Megadeth, Testament, Exodus, Anthrax, Overkill e tutte le thrash band originali si ritireranno e il mondo necessiterà di gruppi che colmeranno quel vuoto quando questo inevitabilmente si manifesterà… Quando accadrà, allora gli Havok saranno giusto lì per salvare la situazione”.

COSA NE PENSI DELL’EVOLUZIONE DEL GENERE? PRENDIAMO AD ESEMPIO UNA BAND AMERICANA, GLI EXODUS: TI PIACE QUESTA MANIERA DI CANTARE MOLTO MODERNA, MOLTO METALCORE, DI ROB DUKES?
“Per me il thrash metal è tutto buoni riff e velocità. Se tu hai una band che suona veloce con dei buoni riff, tu hai una thrash metal band. La parola ‘thrash’ è diventata stigmatica ultimamente per diverse ragioni, le quali sono sbagliate perché il thrash domina (dice ‘fucking rules’, ndR)! Mi piace il nuovo album degli Exodus parecchio! Non mi lamento delle parti vocali, in quanto non tolgono niente alla musica della band. Sebbene Zetro (vecchio cantante del gruppo, ndR) sia uno dei miei cantanti metal favoriti, mi piace molto lo stile di Rob Dukes”.

NELLE VOSTRE CANZONI C’E’ UNA BUONA PRESENZA DI PARTI MELODICHE, NON SOLO NEGLI ARRANGIAMENTI MA ANCHE NEL RIFFING, PER RIMANDI FREQUENTI ALL’HEAVY METAL. COSA CI DICI DI QUESTE SOLUZIONI?
“Senza melodia cosa cazzo sarebbe una canzone? La melodia è l’anima, l’orecchiabilità di una canzone. Senza di questa, le canzoni diventano monotone e noiose”.

QUALI SONO I TRE MIGLIORI ALBUM THRASH METAL DEGLI ULTIMI DIECI ANNI?
“È veramente difficile sceglierne tre, comunque… Dico Revocation – ‘Existence Is Futile’, Skeletonwitch – ‘Beyond The Permafrost’, e Vektor – ‘Black Future’”.

SARAI SICURAMENTE A CONOSCENZA DEL TOUR DEI BIG FOUR. MA SONO VERAMENTE LORO I MIGLIORI QUATTRO A TUO GIUDIZIO? COSI’ NON FOSSE, QUALI SAREBBERO LE TUE SCELTE?
“Penso che ogni band merita di essere qui, ma penso che i Big 4 dovrebbero essere i Big 10. Ci sono tante vecchie band thrash metal di spessore, è assurdo averne solo quattro in questo tour. Penso che meritino di esserci anche Testament, Overkill, Exodus, Kreator, Sodom e Sepultura”.

SE AVESSI L’OPPORTUNITA’ DI APRIRE PER UN GRANDE NOME DEL GENERE, CHI SCEGLIERESTI? GLI EXODUS?
“Amo gli Exodus e abbiamo già suonato con loro! Se un giorno avrò la chance di aprire per i Metallica, penso che me la farò sotto”.

E COSA CI DICI RIGUARDO LE COVER DEGLI SLAYER CHE AVETE RESO DISPONIBILI SU ITUNES? È UNA SOLUZIONE PER SPINGERE ALL’ACQUISTO DELL’ALBUM SUL MERCATO DIGITALE? PERCHE’ POI AVETE SCELTO QUELLE DUE CANZONI?
“Per aumentare la consapevolezza dell’esistenza del mercato digitale, ma mi piacerebbe che anche i fan che acquistano il cd possano ascoltarle. Abbiamo coverizzato ‘Postmortem’ e ‘Raining Blood’ durante i nostri concerti per molto tempo. Le sentiamo quasi come nostre, visto che è parecchio che le suoniamo; sono le nostre ‘Am I Evil?’, diciamo”.

CI SARA’ QUALCHE TOUR IN SUPPORTO DEL NUOVO ALBUM?
“Penso che saremo in tour per tutto l’anno, occhi aperti sulle date!”.

GRAZIE PER IL TUO TEMPO, SALUTA I FAN ITALIANI CHE ANCORA NON HANNO AVUTO MODO DI VEDERE GLI HAVOK DAL VIVO…
“Grazie a voi, non vedo l’ora di venire in Italia. Ho ottimi giudizi sulla vostra scena, almeno a giudicare da quello che sento in giro. Grazie a voi e spero di vedervi presto durante uno dei nostri concerti. Ascoltate ‘Time Is Up’ quando ne avete una chance, se vi piace ascoltare heavy metal veloce e pesante. Ogni fan dei riff duri lo amerà. Supportateci, ci vediamo presto!”.

SAHG – La Trilogia è Chiusa

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Terzo album per i norvegesi Sahg, gruppo che nella terra del black metal è stato capace di farsi un nome nella scena doom, heavy rock, o stoner che dir si voglia. Capitanati dal cantante Olav Iversen, il gruppo ha sfornato qualche mese fa il terzo album, “III”, che chiude una trilogia. Visti più volte dal vivo, in contesti diversi dove hanno sempre superato l’esame della prova live, i Sahg si preparano con questo album a fare il grande salto che consentirà loro di girare l’Europa da headliner. Metalitalia.com ha ascoltato il cantante dei Sahg, ecco il resoconto della nostra chiacchierata.

Sahg 2011

ALLORA COMINCIAMO DAL NUOVO BATTERISTA. PROVIENE DALLA SCENA ELETTRO-POP SE NON SBAGLIAMO. È VERO? VUOI INTRODURLO AI LETTORI?
“E’ vero. Thomas ha suonato le percussioni in una band elettronica prima di unirsi ai Sahg. Ma prima di tutto lui è un rocker, cresciuto come tale. Ha solo preso una sbandata per l’elettronica per un po’ di anni. Lui è esattamente quello che cercavamo, un batterista che colpisce duro, carico di groove pesante, un’animale di cui la band aveva bisogno e che quindi si è inserito perfettamente. È saltato fuori non appena noi avevamo smesso la ricerca per il nuovo batterista. Ma è così che funzionano le cose: quando smetti di cercare, ecco che trovi”. OK, ALLORA PARLIAMO DEL

NUOVO ALBUM, SUPERBO STANDO ALLA NOSTRA RECENSIONE. QUALI SONO I TUOI FEELING RIGUARDO ALL’ULTIMA PUBBLICAZIONE?
“Le mie sensazioni al riguardo sono buone esattamente come le speranze che avevamo prima della release. Sono molto contento delle canzoni, della qualità e della variazione delle stesse e anche del fatto che il ritmo è sostanzialmente veloce per gran parte della durata, uno dei nostri obiettivi per l’album. Volevamo inoltre semplificare la struttura delle canzoni e provare una produzione più ‘high-end’, rispetto a ‘I’ e a ‘II’. Penso che questi fattori ci abbiano aiutato a creare un album eccellente”.

NELLA NOSTRA RECENSIONE ABBIAMO SCRITTO CHE I SAHG SONO EFFICACI SIA QUANDO SALGONO DI RITMO SIA QUANDO SPAZIANO NEI MEANDRI DEL DOOM PURO. UN MIX MICIDIALE. COSA NE PENSI?
“Penso che il nostro spettro sia più ampio rispetto a molte altre band che suonano stoner o doom. Molti di questi gruppi suonano in maniera monotona mentre la variazione di tempo e il dinamismo all’interno dei brani sono elementi importanti nella musica dei Sahg”.

PER QUANTO CI RIGUARDA, CI SONO MOLTE OTTIME BAND STONER IN GIRO, MA LA VOSTRA FORSE SI LASCIA PREFERIRE QUANDO IL RITMO è CALMO, MOLTO PIU’ VICINO A SONORITA’ DOOM. PENSIAMO AD ESEMPIO ALLA CANZONE “SHADOW MONUMENT”. COSA NE PENSI?
“E’ una delle mie preferite! Penso che sia una canzone molto diversa rispetto a quelle classiche dei Sahg. È molto buia, dark, di suo. Le voci sono registrate basse, una novità per me, e il coro è uno dei più coinvolgenti e monumentali che abbiamo mai realizzato”.

SEI D’ACCORDO CON NOI CHE NEL VOSTRO PRIMO ALBUM CI SIANO LE CANZONI MIGLIORI CHE ABBIATE MAI SCRITTO? CITIAMO “GODLESS FAITH” E “SOUL EXILE”, PER FARE QUALCHE ESEMPIO.
Quando abbiamo scritto e registrato il nostro primo lavoro, sentivamo un’atmosfera magica che spesso benedice le nuove band. È un’energia speciale che rende possibili delle cose incredibili, come ‘Godless Faith’, ‘Soul Exile’, ‘Executioner’ e ‘Repent’. Come tutti i gruppi, i Sahg sono cambiati con il tempo, aggiungendo al suono altre qualità che hanno rimpiazzato questa scintilla iniziale, aiutandoci a scrivere altre ottime canzone come ‘Echoes Ring Forever’, ‘Star-crossed’, ‘Mortify’ e ‘Shadow Monument’”.

È UNA NOSTRA IMPRESSIONE O SU “III” AVETE USATO L’ORGANO HAMMOND IN MANIERA MAGGIORE RISPETTO AL PASSATO?
“Abbiamo usato l’Hammond anche sul nostro secondo lavoro, ma penso che sia percepibile in maniera maggiore su ‘III’ per via della produzione più ordinata. L’organo aggiunge una dimensione extra al nostro suono, ed è la via perfetta per superare i riff di chitarra. E certamente, amiamo il suo suono. Poche cose possono superare un B3 amplificato a volume 11”.

AL SOLITO, NEI VOSTRI TESTI NON PREVALE UN TEMA SPECIFICO, VERO?
“Veramente no. Ma ancora, ci sono dei temi sui quali tendiamo a tornare in diverse canzone. Su ‘III’ qualche testo si evolve attorno al dilemma resistenza-resa. Ma anche rischio-conseguenza, crucialità-fatalità. Il mistero di come noi senza ragionare possiamo essere indotti nelle tentazioni che conosciamo solo come bisogni della nostra vita. La forza che ci spinge dentro e cresce dal nulla fino a diventare una potenza che aiuta a conquistare, e alla fine ci inghiottisce completamente. Questi temi mi hanno affascinato molto questa volta”.

L’ALBUM QUESTA VOLTA E’ STATO MISSATO DA DUE MEMBRI DEL GRUPPO, MENTRE DEL PRECEDENTE SI ERA OCCUPATO ROB CAGGIANO. COME MAI?
“’Sahg III’ è stato missato dal tastierista degli Enslaved Herbrand Larsen, in stretta collaborazione con dei membri del nostro gruppo. L’album è stato registrato e missato negli Earshot studio, diretti da Mr. Larsen e dal chitarrista degli Enslaved Ice Dale. Volevamo avere uno stretto controllo sul processo di missaggio questa volta, ecco perché abbiamo deciso di fare tutto a Bergen dove sapevamo di poter essere presenti per la maggior parte del processo. L’ultima volta, Rob Caggiano ha missato ‘Sahg II’ a New York, e noi non abbiamo potuto partecipare a questa operazione. E, sebbene il risultato sia stato fantastico, sentivamo di non aver avuto tutto quel controllo necessario che desideravamo e che questa volta abbiamo ottenuto”.

RIGUARDO AI TITOLI DEI VOSTRI ALBUM, PERCHE’ NON HANNO UN NOME VERO E PROPRIO? VOLETE INIZIARE A NOMINARLI DAL QUARTO IN POI COME I LED ZEPPELIN?
“I primi tre lavori fanno parte di una trilogia, nel senso che hanno delle relazioni musicali molto vicine. Vengono fuori dalla stessa ricetta. Decidemmo subito, e in maniera molto naturale, che i nostri primi lavori sarebbero stati nominati come ‘Sahg I’, ‘II’ e ‘III’. Il nostro obiettivo per il prossimo album è cambiare ricetta, cambiare qualche ingrediente. Vogliamo provare qualcosa di nuovo, ma che suoni sempre Sahg ovviamente. E penso che questo potrebbe cambiare qualcosa anche a livello di titolo. Vedremo comunque cosa accadrà”.

PENSI CHE ABBIATE OTTENUTO DAL MONDO MUSICALE – A LIVELLO DI ETICHETTE, MEDIA, POPOLARITA’, SOLDI – QUELLO CHE AVETE DATO IN TERMINI DI CONTRIBUTO MUSICALE?
“Di certo no (ride, ndR)! Meritiamo il dominio del mondo adesso! No, tornando seri, siamo molto realistici in merito a queste cose e pensiamo che l’industria musicale non produca molto lucro al momento. Allo stesso tempo, la competizione è tosta quanto mai prima. Quindi avere successo nel music biz è più difficile di prima. Ma, dopo tutto, si tratta molto di trovarsi al momento giusto nel posto giusto. Penso quindi che stiamo ancora aspettando questo momento del destino dei Sahg. Arriverà presto, ne sono sicuro”.

COME VANNO LE COSE CON LA VOSTRA ETICHETTA, LA INDIE RECORDINGS? “III” E’ IL VOSTRO PRIMO ALBUM CON LORO.
“Sembra che tutto proceda bene. Indie ha promosso e distribuito il nostro album in Norvegia da sempre anche quando eravamo sotto contratto con la Regain Records. I ragazzi dell’etichetta sono nostri fan e morivano dalla voglia di metterci sotto contratto, quindi ecco che ora possiamo godere del loro sincero supporto”.

NON AVETE EFFETTUATO NESSUN TOUR DA HEADLINER FINO AD OGGI. COME MAI?
“Sembra che la cosa migliore per noi sia quella di suonare di supporto, tranne nella nostra terra, la Norvegia, dove suoniamo da headliner. Stiamo ancora costruendo la nostra base di fan per il mondo ma arriverà il giorno in cui saremo pronti per il gran salto anche lì. Stiamo comunque diventando molto pignoli in tema di band da supportare, penso comunque che se le cose andranno bene con questo nuovo album, ci vedrete presto comandare un tour europeo”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA, C’E’ QUALCHE ALTRA NEWS PER I FAN ITALIANI?
“Date un ascolto al nostro nuovo album! Se amate il doom, l’heavy rock, di sicuro vi piacerà. Speriamo di tornare quest’anno nel vostro paese per dei concerti. Grazie ai nostri fan per lo strepitoso supporto. you absolutely ROCK!”.

MALEVOLENT CREATION – Dominio Death Metal

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Tornati alla ribalta con un album che su Metalitalia.com ha trovato immediata collocazione nella sezione Hot, i Malevolent Creation hanno dimostrato ancora una volta che il death metal è affar loro. Gli americani, giunti all’undicesimo album, con ‘Invidious Dominion’, album semplice, diretto, senza fronzoli, dimostrano di essere come al solito in ottima forma e di voler suonare quanto più possibile dal vivo. Noi europei, dovremo aspettare il prossimo anno per vedere la band di Fasciana e compagni alle prese con le nuove, devastanti canzoni. Nell’attesa abbiamo scambiato qualche parola con Gus Rios, fenomenale batterista (anche docente dello strumento) entrato in pianta stabile nel gruppo dopo una collaborazione che durava da oltre dieci anni. Ecco il resoconto della chiacchierata!

“INVIDIOUS DOMINION” HA UN INIZIO DIRETTO, SUBITO DOPO QUALCHE SECONDO DI UNA COLONNA SONORA DI UNA GUERRA. PERCHÉ QUESTA INTRODUZIONE GUERRAFONDAIA?
“E’ stata un idea di Gio e Phil. Gio l’ha creata sul suo computer. E’ praticamente una versione audio della copertina dell’album. Volevamo che fosse breve, una sorta di preludio alla follia che arriva di lì a poco. Si amalgama perfettamente alla vibrazione dell’album”.

DOPO DI CIÒ, POSSIAMO IMMEDIATAMENTE SENTIRE LA POTENZA DELL’ALBUM. L’INIZIO È MOLTO DIRETTO. SENTIVATE L’URGENZA DI COMUNICARE AGLI ASCOLTATORI CHE NIENTE ERA CAMBIATO RISPETTO AL PASSATO? “
A Phil piace iniziare gli album in questa maniera… un pugno in faccia in maniera immediata! Ci siamo immersi nell’album sapendo esattamente come muoverci per ogni aspetto. Un album breve, diretto, senza canzoni riempimento, niente di epico, nessun riff lento. Volevamo far arrivare questo messaggio, con questo album!”.

IL MESSAGGIO HA FORSE A CHE FARE CON IL TITOLO DELL’ALBUM? SI TRATTA DI UNA FRASE MOLTO FORTE, C’È UN DOMINIO PARTICOLARE AL QUALE VI RIFERITE?
“Phil voleva che il CD includesse tutti i credo del gruppo, quali la malevolenza, l’aggressione, l’odio e via dicendo. La parola ‘Invidious’ (antipatico, oltraggioso, ndR) ci piaceva molto accostata a tutte queste cose. Phil ha scoperto questa parola e io ho aggiunto invece “dominion”. Penso che attualmente stiamo vivendo in un ‘dominio oltraggioso’! Non puoi accendere la TV senza vedere qualcosa di negativo. In generale poi gli umani sono invidiosi non appena ottengono un qualsiasi potere”.

SONO PASSATI DIVERSI MESI DALLA PUBBLICAZIONE. SIETE SODDISFATTI IN GENERALE DELLE RECENSIONI MA SOPRATTUTTO DEL RESPONSO OTTENUTO DURANTE I TOUR COMPLETATI AD OGGI?
“Siamo molto soddisfatti della maniera in cui è stato accolto il nuovo cd, sia da parte della critica che dai fan. E’ fantastico vedere come il duro lavoro paghi. Per ora stiamo suonando solo una nuova canzone dal vivo con gli Exosud e sta piacendo molto al pubblico. Non vediamo l’ora di andare in tour per tutto il prossimo anno e suonare tante delle nuove tracce dal vivo”.

“I.D.” È L’UNDICESIMO ALBUM DEI MALEVOLENT CREATION. POSSIAMO DIRE CHE NIENTE È CAMBIATO MUSICALMENTE DAGLI ESORDI. C’È STATO UN MOMENTO PARTICOLARE NELLA STORIA DEL GRUPPO DOVE SI È PARLATO SI SPERIMENTAZIONI, DI INTRODURRE NOVITÀ NEL VOSTRO SUONO, OPPURE VI SIETE SEMPRE INCONTRATI PERIODICAMENTE PER SCRIVERE UN CLASSICO ALBUM DI DEATH METAL CRUDO E VELOCE?
“Mai una volta abbiamo parlato di queste cose! Se c’è una cosa che i Malevolent Creation non faranno mai è deviare dal percorso iniziale della band. Oggi noi ascoltiamo ancora le stesse cose, senza farci influenzare da qualcosa di nuovo. I M.C. avranno sempre quel suono thrash/grind. Questo è quello che facciamo… thrash metal on crack!”.

HO LETTO CHE ERIK RUTAN HA VOLUTO PRODURRE IL NUOVO LAVORO. PERCHÉ SI È OFFERTO VOLONTARIO? AL DI LÀ DELL’AMICIZIA CHE VI LEGA, PENSI CI SIA STATO UN MOTIVO PARTICOLARE CHE LO HA INDOTTO A CANDIDARSI COME PRODUTTORE DEL VOSTRO NUOVO ALBUM? FORSE NON GLI PIACEVA QUALCOSA DELLE VOSTRE PASSATE PRODUZIONI?
“Lui è semplicemente un nostro fan di vecchia data, considerato che conosce Phil fin dagli esordi. Ha seguito inoltre i nostri progressi e ha pensato che sarebbe stato perfetto per il nostro suono. Erik è infatti perfettamente adatto al ruolo considerato che è un veterano del death metal prima maniera capace di trovare suoni moderni con equipaggiamenti altrettanto nuovi. Detto ciò, i M.C. non hanno mai contato sulla tecnologia per fare musica, Erik sapeva questo e non solo ha rispettato tale intento, ma era eccitato all’idea. Non ci sono trucchi da studio sull’album, quello che ascoltate è quello che abbiamo suonato. Erik è il nuovo Scott Burn! Punto!”.

PARLIAMO DI JASON, IL VOSTRO BASSISTA CHE E’ TORNATO IN FORMAZIONE. HA CONTRIBUITO ALLA SCRITTURA DELL’ALBUM? COME SI E’ ARRIVATI ALL’IDEA DI FARLO TORNARE CON VOI?
“Jay è tornato subito dopo aver ascoltato il nuovo album, quindi non ha contribuito allo stesso; averlo in formazione solidifica veramente quella vibrazione death metal floridiana propria del nostro gruppo! Una volta ascoltato il nuovo materiale, si è molto eccitato all’idea di suonare ancora con noi. Tutto è stato facile poi, considerato che non si era separato dal gruppo in malo modo”.

HO LETTO CHE JASON È PROPRIETARO DI UN NEGOZIO DI TATUAGGI. AVETE GIÀ APPROFITTATO QUINDI DELLA SUA PROFESSIONE PER AVERE TATUAGGI GRATIS?
“Lui fa il tatuatore, e per noi è molto comodo quindi averlo in squadra per i tatuaggi. Comunque ha molto talento in questo!”.

E DELLA TUA POSIZIONE COSA CI DICI? SEI ORA NEI RANGHI IN MANIERA STABILE? COMPLIMENTI COMUNQUE PER LE TUE CAPACITÀ GIÀ DIMOSTRATE DAL VIVO.
“Grazie! Si sono nella band in maniera permanente. Collaboro con Phil dal 1997, lo scorso anno abbiamo pensato che era finalmente tempo affinché entrassi in pianta stabile in formazione. Sono un fan del gruppo dal 1990 e siamo amici dal 1995 con i membri della band, quindi è come se fossi nel gruppo da allora, diciamo”.

AVETE DA POCO COMPLETATO UN TOUR IN USA CON EXODUS E BONDED BY BLOOD, DUE THRASH BAND. COM’È ANDATO CONSIDERATO IL PUBBLICO CREDIAMO IN MAGGIORANZA DI STAMPO THRASH?
“E’ andato benissimo! Ad essere onesti, i Malevolent Creation si adattavano bene al bill. Noi siamo una delle band più ispirate dal thrash fra quelle death. Io considero noi la band più thrash/grind di tutte, e le parti vocali di Bret sono dei grugniti sebbene usi anche il gutturale tipico del death metal. Suoniamo in definitiva una versione molto estrema del thrash ma durante il tour la gente ci supportava comunque ogni sera. E’ stato un onore per noi partecipare a queste date”.

QUANDO PROMUOVERETE L’ALBUM IN EUROPA?
“Durante tutta l’estate del 2011, sia in tour che partecipando a vari festival”.

AVETE SUONATO A ROMA QUALCHE MESE FA. CHE RICORDI DI QUELLA SERA, HAI AVUTO MODO DI VISITARE LA CITTÀ?
“Uno show fantastico! Il club era molto carino (l’Init, ndR). Abbiamo avuto la possibilità di visitare il Colosseo solo per quindici minuti ma per me è stata la cosa più fica mai vista in vita mia. Tanta storia e cultura! Spero veramente di tornare a Roma e di avere molto più tempo per ammirarla. Una città bellissima in una nazione bellissima!”.

C’È QUALCOSA CHE VUOI DIRE AI VOSTRI FAN?
“Grazie tanto per il vostro support, contiamo di vedervi tutti l’anno prossimo!”.

Mortification, 20 anni nell’underground

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Un festeggiamento non si nega a nessuno. Ecco quindi che anche gli australiani Mortification, band che negli anni ’90 si cimentava con successo nella scena death radunando un buon numero di fan anche nel Vecchio Continente, festeggiano i vent’anni di attività pubblicando una super raccolta edita dall’etichetta che li ha resi famosi: la Nuclear Blast. Quando ancora non era il colosso di oggi infatti, l’etichetta tedesca pubblicava i loro dischi diffondendo il verbo del death metal cristiano. E sì, perché i nostri assursero alla notorietà come primo gruppo di death metal di matrice cristiana. La nuova release comprende tanto materiale dal vivo, di culto sicuramente per coloro che sbavano per il gruppo. E proprio a costoro si rivolge questa chiacchierata con Steve Rowe, bassista e cantante del combo, che ci ha raccontato con molta sincerità la storia del gruppo. Ecco il resoconto della nostra conversazione.

PRIMA DI TUTTO, CHE NOVITA’ CI SONO ALL’INTERNO DELLA BAND?
“Quest’anno celebreremo i vent’anni del gruppo. Attualmente sia io che Mick Jelinic siamo impegnati al lavoro con i nostri altri progetti. Io ho una band di heavy edge classic rock chiamata Wonrowe Vision. Una sorta di mistura fra Motorhead, Deep Purple e ZZ Top che incontrano lo stoner rock e il punk anni ’80. E’ una band molto divertente, abbiamo un album in arrivo. In ogni caso gli show per l’anniversario dei Mortification ci terranno impegnati fino all’anno prossimo”.

PARLIAMO ALLORA DI QUESTA NUOVA RELEASE, CHE CELEBRA I VENT’ANNI DELLA BAND. SIETE SODDISFATTI DEL PRODOTTO FINALE?
“Sì, anche se è stato duro lavorare con la Nuclear Blast per questo ‘Twenty Years In The Underground’. Non auguro a nessuno di fare il noioso lavoro di scegliere le canzoni del ventennale da tutti gli album. Qualunque canzone io avessi scelto avrei fatto felici alcuni e scontentato altri. Quindi ho deciso di ri-registrare cinque classici, scelti dai fan, di aggiungere inoltre il concerto integrale ‘Live Planetarium’ del 1993 con la nostra prima formazione e oramai fuori produzione, e di far conoscere le nostre principali performance live nel corso degli anni”.

PER QUESTO NUOVO CD AVETE REGISTRATO CINQUE VOSTRI CLASSICI. PERCHE’ SOLO CINQUE, E PERCHE’ PROPRIO QUESTI?
“Ho dovuto scegliere cinque canzoni degli anni ’90. Una decade che ci ha visto vendere duecentocinquantamila dischi nel mondo. Dovevo scegliere una canzone per ognuno dei nostri primi quattro album. Le descrivo: ‘Impulsation’ da ‘Break The Curse’ del 1990, che era stata ri-registrata sul nostro quarto lavoro ‘Post Momentary Affliction’: è una delle prime canzoni scritte per i Mortification, ha un riff unico nella sua struttura; ‘The Majestic Infiltration Of Order’ dal nostro album del 1991, auto-intitolato: è una canzone che suonavo dal vivo con la mia band degli anni ’80, è un brano molto amato dal pubblico; ‘Nocturnal’, dall’album ‘Scrolls Of The Megilloth’: altra canzone dalle strutture molto singolari a livello di chitarra con un testo molto interessante; ‘Grind Planetarium’ dall’album ‘Post Momentay Affliction’: secondo me questa è la traccia che meglio ci descrive, estratta dal nostro miglior album di sempre; ‘Hammer Of God’ dall’omonimo album del 1999, l’album miracoloso, venuto alla luce dopo la mia battaglia contro il cancro. E’ una delle canzoni preferite del pubblico, divertente da suonare nonché la prima ad essere stata registrata nel mio studio, che prende il nome proprio dalla canzone. E’ un brano speciale per tante ragioni, reca un messaggio molto potente!”.

PERCHE’ MANCA UNO DEI VOSTRI CLASSICI, “SCROLL OF THE MEGILLOTH” DALL’OMONIMO ALBUM?
“La title-track dell’album è una delle preferite dai nostri fan ma non ha molte parti veloci. Ha un bel testo ma è molto monodimensionale musicalmente. E poi per essere onesti è difficile suonare a quarantacinque anni quello che era stato scritto e registrato quando ne avevo ventisette! (ride, ndR)”.

QUINDI TROVIAMO ALCUNE TRACCE LIVE DEL VOSTRO PRIMO CONCERTO DEL 1990. COSA RICORDI DI QUELLA SERATA?
“E’ stata una grande serata. Abbiamo suonato bene anche perché avevamo Cameron Hall dei Lightforce in formazione. Abbiamo suonato anche qualche canzone dei Lightforce dal vivo quella sera. All’epoca eravamo tutti disoccupati quindi abbiamo provato molto, specie a casa di Cameron, annoiando i suoi vicini per tutto il giorno. Eravamo affamati di metal, quindi al nostro primo concerto l’abbiamo dimostrato! L’intero show è disponibile su DVD come disco bonus della riedizione (edita in occasione del ventennale) del nostro primo lavoro, ‘Break The Curse’. Potete acquistarla direttamente sul sito www.roxxproductions.com negli Stati Uniti”.

E DEL CONCERTO AL BLACK STUMP FESTIVAL (CHE POSSIAMO ASCOLTARE PER INTERO SU CD) COSA RICORDI? ANCHE QUELLO E’ DISPONIBILE SU DVD, GIUSTO?
“Sì, ‘Live Planetarium’ fra l’altro è ancora disponibile in DVD sul sito www.roweproductions.com. Comunque solo due terzi del concerto sono presenti su quella pubblicazione, completata da interviste e dal clip per ‘Scrolls Of The Megilloth’. Invece su “Twenty Years In The Underground” potete ascoltare l’intera performance”.

NELLA PARTE FINALE DEL SECONDO CD POSSIAMO ASCOLTARVI IN VERSIONE ACUSTICA, IN UN’ESIBIZIONE TENUTA AL FESTIVAL NORVEGESE SEASIDE. FA UN PO’ STRANO SENTIRVI SUONARE IN QUESTA MANIERA, COSA CI DICI IN MERITO?
“Siamo una band underground, di strada, e quindi dobbiamo essere capaci di adattarci. Ad esempio una volta arrivammo nella stazione radio olandese nel 2001, all’epoca del nostro unico tour mondiale, per fare un’intervista. Arrivati lì siamo stati guidati dentro uno studio di registrazione dove c’era un tamburo e una chitarra acustica. Il ragazzo ci disse che saremmo andati in onda live dopo dieci minuti! Dovevamo quindi adattarci molto in fretta. Abbiamo preso un secchio per usarlo come tamburo, io avevo un basso acustico e Lincoln una chitarra acustica. E facemmo lo show suonando addirittura ‘Grind Planetarium’ con le parti di blast beat! Sembrava ci fosse una preparazione mentale perché lo abbiamo fatto divertendoci anche in Svizzera nello stesso tour, ma senza il basso acustico. Arrivammo al Seaside Festival molto presto per sistemarci, e quindi alla fine suonammo due volte. Facemmo un set death/grind sullo stage principale e per intrattenere i ragazzi, che già al giovedì erano lì, suonammo un set acustico nella tenda-palco. La gente gradì molto e andò in visibilio! Questa è la bellezza della diversità musicale”.

VI MANCA L’ATMOSFERA DEATH METAL DEGLI ANNI ’90? PENSI CHE IL TOP DEL GENERE SIA ANCORA FERMO A QUELL’EPOCA?
“Ci sono molte nuove band death metal in giro. Ma a me piacciono quelle vecchie, forse perché io sono vecchio (ride, ndR)! Non ho mai approfondito la scena della Florida, ma amo le band inglesi come Benediction, Bolt Thrower e Napalm Death”.

LA VOSTRA BAND E’ BEN CONOSCIUTA PERCHE’E’ UNA DELLE POCHE BAND CRISTIANE DEL GENERE. VOI NON NE AVETE MAI FATTO MISTERO SEBBENE CI SIANO SICURAMENTE ALTRI MUSICISTI CRISTIANI NEL DEATH METAL. PERCHE’?
“La prima cosa nel cuore di un musicista è la prima cosa di cui lo stesso musicista scrive”.

VUOI RACCONTARCI QUALCHE BRUTTO EPISODIO INNESCATO MAGARI DA QUESTO ASPETTO?
“Abbiamo avuto qualche problema all’epoca del periodo d’oro del black metal, era il 1994. Molte band death virarono verso quel genere. Noi iniziammo a suonare nella scena power con gruppi come Pegazus e Hyperion, anche perché l’album del 1996 ‘EnVision EvAngelene’ aveva molte influenze power metal. Si trattava all’epoca di effettuare un cambio di ambiente per noi. Ricordo che suonammo nel 1994 con gli Hobb’s Angel Of Death. Cominciammo per primi di fronte a un manipolo di naziskin che erano lì con una band black. Il cantante del gruppo ci tirava le bottiglie sul palco, una colpì il nostro chitarrista. Decidemmo di continuare a suonare sebbene costoro fossero di fronte al palco e facessero il saluto nazista, gridando ‘morte ai cristiani’ fra una canzone e l’altra. Quando finimmo il set chiedemmo scusa a Peter Hobb (leader del gruppo Hobb’s Angel Of Death, ndR) e andammo nel backstage. Questi nazisti cercavano spesso la rissa, quindi negli anni ’90 restammo distanti dalla scena degli show estremi. Ho ricevuto qualche email di minaccia satanica a metà anni ’90 ma non ho ricevuto attacchi diretti, a parte quello di cui vi ho appena parlato”.

PENSI CHE I MORTIFICATION ABBIANO AVUTO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO DAL PANORAMA METAL, DAI FAN E DAI MEDIA PER QUANTO HANNO FATTO?
“Penso che per essere una band australiana abbiamo avuto ottime opportunità, sicuramente più di qualunque band australiana che suona nell’estremo”.

E DEL NUOVO “THE EVIL ADDICTION DESTROYING MACHINE” CHE CI DICI? STA VENDENDO BENE?
“E’ un album ancora molto fresco, è presto per dire se avrà successo o meno”.

E DEL FUTURO DEL GRUPPO?
“Speriamo di partecipare a qualche festival europeo fra i più grandi, nel 2011”.

GRAZIE PER IL TUO TEMPO…
“Grazie a voi per l’intervista, è stato un piacere condividere i miei pensieri con voi”.

Demonica, thrash euroamericano

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL | commenta l'articolo  

Sito web ufficiale http://www.myspace.com/demonicaofficial

Demonica, una band nata dall’unione di forze americane ed europee all’insegna del thrash metal di qualità. Questo succede quando si incontrano musicisti del calibro di Hank Shermann, di fama Mercyful Fate, e Craig Locicero, chitarrista dei Forbidden. I Demonica hanno completato una super formazione con gli innesti di Klaus Hyr alla voce, Mark Grabowski al basso e Mark Hernandez – anche lui di fama Forbidden – alla batteria. Il risultato finale, l’ottimo “Demonstrous” è stato già passato al vaglio da Metalitalia.com, ora è la volta di ascoltare i diretti interessati e capire come è nato un gruppo del genere e soprattutto se si tratta di un progetto di passaggio o di una band vera e propria. A rispondere alle nostre domande sono stati il cantante Klaus Hyr e il chitarrista Hank Shermann, cui ovviamente abbiamo chiesto conto di cosa succede anche in casa Mercyful Fate.

SALVE, VOGLIAMO INTRODURRE LA BAND AI NOSTRI LETTORI SPIEGANDO COME VI E’ VENUTO IN MENTE DI CREARE QUESTO SUPER BAND DI THRASH METAL ?
Klaus Hyr: “I Demonica sono stati formati da me e da Hank Shermann nel dicembre del 2007. Inizialmente il gruppo doveva essere un progetto solista di Hank. Lui però mi chiese se voleva partecipare ad una canzone sull’album e io ho accettato volentieri. Lui pensava di usare tanti cantanti sull’album ma siccome il risultato della canzone a cui ho partecipato è stato buono ha deciso di farmi cantare su tutto il CD. Avevo questa canzone pronta da circa vent’anni, Hank l’ha aggiustata in maniera perfetta. Abbiamo fatto dei demo coinvolgendo Craig molto presto. Lui è un mio vecchio amico e sapevo che era un grande fan dei Mercyful Fate. Craig ha portato dentro Mark Hernandez alla batteria (“use Mark, he’s the shark”) . Inizialmente volevo Paul Bostaph alla batteria ma lui era impegnato con i Testament. Mark si è unito come ultimo membro, era un vecchio amico di Hank ai tempi di Denver, quindi sì, abbiamo una formazione killer!”.

CHI HA SCELTO QUESTO NOME?
Kh: “Ero steso sul letto una notte e improvvisamente ho pensato alla parola ‘demonica’. E’ saltata fuori dal nulla, l’ho comunicata via sms ad Hank, a lui è piaciuta. Ho visto su internet che il .net era disponibile e quindi questo è diventato il nome del gruppo”.

E’ STATO FACILE TROVARE UN’ETICHETTA PER PUBBLICARE L’ALBUM? PERCHE’ LA MASSACRE?
Kh: “La Massacre è stata la prima ad offrirci un accordo, Hank ha lavorato con loro per anni quindi è stata alla fine una scelta naturale. Ma non c’è in questo periodo un’etichetta veramente giusta. E’ un mondo d’affari davvero sporco, e gli affari non sono buoni”.

SIETE SODDISFATTI DEL LAVORO DI DAVE OTERO IN SEDE DI MISSAGGIO DI “DEMONSTROUS” ?
“Se io ed Hank fossimo stati in studio ci saremmo presi a cazzotti per il missaggio. C’erano molte idee in proposito, quindi alla fine ci sono cose positive e cose negative. Se ascolti ‘Ghost Hunt’ e ‘Below The Zero’allora pensi che lui ha fatto un lavoro ottimo, che lui fosse l’uomo giusto. D’altra parte però ha piazzato l’ultimo verso di ‘Summoned’ un millisecondo troppo presto e quindi è venuta fuori male, ma devi saperlo, ovviamente, per accorgertene. Questo accade quando lavori in questa maniera e le cose vengono perse nei viaggi transoceanici”.

CONSIDERATO CHE L’ALBUM E’ STATO REGISTRATO IN GIRO PER IL MONDO, LOGICA CONSEGUENZA DEL FATTO CHE SIETE UNA BAND MONDIALE IN QUANTO A GEOREFERENZIAZIONE, PENSI CHE IL RISULTATO FINALE SAREBBE STATO MIGLIORE IN CASO DI UNA REGISTRAZIONE ALLA VECCHIA MANIERA, TUTTI IN STUDIO A SUONARE?
Kh : “Penso che sarebbe stato un po’ diverso, forse molto. In ogni caso questo era l’unico modo per registrare l’album, non c’erano soldi a sufficienza per farlo alla vecchia maniera a causa dei problemi di distanza dei membri. E poi il materiale era tutto già scritto quindi non c’era una necessità particolare. Ognuno ha fatto il suo viaggio, ha suonato ed è tornato a casa”.

L’ALBUM HA AVUTO UN’OTTIMA RECENSIONE SULLE NOSTRE PAGINE. L’ABBIAMO DEFINITO UN ALBUM DI THRASH METAL PULITO, BEN SCRITTO, BEN ARRANGIATO E MOLTO DIVERSO DAL SOLITO. SEI D’ACCORDO CON QUESTA SUMMA?
Kh: “Certo che sì! Grazie. Siamo contenti che il nostro CD vi sia piaciuto. Abbiamo avuto recensioni che ci etichettavano come copioni dei nostri eroi, Metallica, Slayer, Exodus e Pantera e via dicendo… è stato così divertente! Tutte queste band sono state influenzate da Hank e adorano i suoi lavori con i Mercyful Fate, quindi non siamo affatto dispiaciuti di aver copiato chi ha già copiato uno di noi! E’ solo musica, facciamo quello che vogliamo e lo facciamo al nostro meglio. In ogni caso sto già pensando alla prossima release, quando tutti noi musicisti saremo coinvolti nella scrittura del nuovo materiale”.

L’ALBUM A NOSTRO GIUDIZIO E’ ANCHE UN’UNIONE FRA LE FORZE THRASH METAL AMERICANE ED EUROPEE. CHE NE PENSI?
Kh: “Vero. C’è chi dice che sente in noi molte influenze della Bay Area, ma questo è quando io ed Hank ci annoiamo… e poi di certo Hernandez e Locicero hanno aggiunto un qualcosa in quel senso. Ma comunque è un buon miscuglio di musicisti”.

COSA CI DITE DELLA CANZONE “ASTRONOMICA”, UNA SONG STRUMENTALE PIENA DI VIRTUOSISMO ALLA SEI CORDE?
Hank Shermann : “Avevamo deciso di avere una canzone strumentale sull’album, così ho iniziato a proporre qualche idea. Klaus ha suggerito il titolo ‘Astronomica’ e quindi ho usato questo come ispirazione per la composizione e per l’ambientazione della canzone. Inoltre concede molto spazio a me e a Craig per suonare assoli di chitarra con stile diverso rispetto alle altre canzoni, che hanno dei solos molto più diretti”.

PERCHE’ AVETE SCELTO LA CANZONE “DEMON CLASS” PER IL VIDEO?
Kh: “E’ stata la prima o la seconda canzone che abbiamo composto e volevamo che fosse totalmente in stile Slayer (avevamo il permesso), abbiamo pensato che il titolo e i testi avrebbero dato una buona prima impressione del nostro gruppo, sebbene voglio ricordare che noi non siamo dei cloni della band di Araya e soci. Volevamo solo spaccare il culo un pochino con questa canzone! Speriamo di non averglielo rotto”.

NON PENSATE CHE KLAUS HYR ABBIA UNA VOCE MOLTO IN STILE SLAYER (CHE NON E’ UNA CATTIVA COSA) ?
Kh: “No, non penso. Non sto cercando di arrivare chissà dove con la mia voce, suona solamente così. Ammetto di essere un grande fan degli Slayer, spero di non assomigliar loro troppo! (ride, ndR)”.

HANK, QUALCHE NOVITA’ IN CASA MERCYFUL FATE?
Hs: “Stiamo preparando un DVD con tanto materiale dei nostri primi giorni, cose mai viste prime. Aspettatevi una release nel 2011, mentre un nuovo album troverà la sua strada quando noi troveremo il tempo. Portate pazienza, amici”.

HANK, I DEMONICA SONO SOLAMENTE UN PROGETTO CHE TI COINVOLGE MUSICALMENTE IN MANIERA PIU’ ESTREMA?
Hs: “Questa è una nuova band e va intesa come tale, ma non so cosa il futuro ci riserverà. Siamo comunque determinati a scrivere il successore di questo esordio”.

COSA DOBBIAMO ALLORA ASPETTARCI PER IL FUTURO IMMEDIATO? TOUR? APPARIZIONI NEI FESTIVAL?
Kh: “Fare dei tour è impossibile, considerate che ora c’è il ritorno dei Forbidden con il nuovo album e quindi si tratterà di girare tutto il mondo in tour. C’è uno show a Copenhagen, qualcos’altro in Olanda. Abbiamo solo l’Alcatraz in Belgio a livello di festival ad agosto, sembra che voi dobbiate venire lì se volete vedere i Demonica dal vivo quest’anno. Ma la ruota gira, e noi stiamo preparando qualcosa”.