Chi non si lamenta sale, Federer torna n.2


TENNIS - Gli "esodati" di Madrid, Nadal e Djokovic, si lamentano del blu di Tiriac e Federer non si lascia sfuggire l'occasione: torna numero due del mondo. Sale anche Del Potro. In Italia bene ancora Seppi e Cipolla. Classifiche 14 maggio 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - I fan di Roger Federer possono quindi esultare. La fantastica rincorsa verso leggi ancora

LAKEI – Konspirasjoner


I Lakei sono un quartetto norvegese che niente ha a che fare con i generi in cui la terra dei fiordi è prima esportatrice nel mondo: black metal, death metal e via dicendo. Il gruppo esordisce infatti con questo lavoro che mescola in prevalenza sonorità sludge con hardcore-punk e noise. Il risultato è una miscela pesante, rabbiosa, che si leggi ancora

DEATHHAMMER – Onward To The Pits


Dalla Norvegia, ecco tornare con una nuova pubblicazione, la seconda della carriera, i Deathhammer, duo dedito al più scontato e old school black/thrash metal. Ci scusi la band per l’aggettivo scontato, ma non se la prenda: nel metal, perseverare spesso non fa difetto al prodotto finale. È infatti il caso di questi due figuri, che immaginiamo tetri e loschi leggi ancora

Bene Seppi e quindi l'Italia


TENNIS - La classifica rimane sostanzialmente invariata. L'exploit di Seppi a Belgrado consente all'Italia di scavalcare la Croazia in graduatoria per Nazioni e all'altoatesino di salire alla posizione numero 32 dell'Atp Ranking.  Classifiche 7 maggio 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - Mentre le prime venti posizioni rimangono immobili, eccezion fatta per Del Potro e Simon che si scambiano nuovamente le posizioni leggi ancora

BLESSED CURSE – Blessed Curse


Che periodo che sta vivendo il thrash metal! Fra vecchie band che non pensano minimamente alla pensione e giovani che scalpitano per entrare nel mondo del “lavoro”, di album interessanti ne stanno uscendo davvero parecchi. Da Colifax, California, ecco infatti il debutto dell’ennesimo gruppo di ragazzini che suonano alla vecchia maniera, e bene pure! Sono i Blessed Curse, terzetto leggi ancora

ENTOMBED + BUFFALO GRILLZ @ Traffic Live Club - Roma


Questa volta la neve non si è messa di mezzo. In una serata già calda di suo, gli Entombed, grazie alla Hellfire Booking e alla Al Produzioni hanno recuperato la data persa a febbraio a causa della nevicata che ha bloccato Roma e l’Italia. Tenendo fede alla promessa (e tutti sappiamo quanto è difficile recuperare una singola data saltata leggi ancora

ATP Ranking, salgono Del Potro e Simon


TENNIS - Del Potro torna top 10. Risale Simon mentre Dolgopolov torna fra i primi 20. Fra gli italiani Bolelli torna top 100 mentre Cipolla colleziona il suo best ranking. Stabile la classifica per nazioni.  Classifiche 23 aprile 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - Vincendo per l'ottava volta di seguito il torneo di Montecarlo Rafael Nadal allunga su Roger Federer, impegnato leggi ancora

HIGH ON FIRE – De Vermis Mysteriis


A due anni di distanza da “Snakes For The Divine”, tornano in pista gli High On Fire, gruppo che pubblicazione dopo pubblicazione ha abbandonato il sentiero sludge degli esordi per abbracciare sonorità un po’ più “commerciali”. Infatti, la band sorta dalle ceneri degli Sleep per volontà del leader Matt Pike, sostanzialmente in questo nuovo concept album (si parla di leggi ancora

Ranking ATP, Isner diventa top player USA


TENNIS - Isner diventa il primo giocatore degli USA. Continua a salire in classifica Monaco. La Germania scavalca la Repubblica Ceca per "colpa" di Ljubicic. Stabile tutto il resto.  Classifiche 16 aprile 2012 TENNIS - SPECIAL RANKING ATP - John Isner ha di che gioire: la classifica questa settimana gli relaga la soddisfazione di essere il primo giocatore americano in classifica mondiale, leggi ancora

OVERKILL, 30 Anni Di Thrash E Non Sentirli


I re del thrash metal ai giorni nostri sono sempre gli stessi, quelli di un tempo. Tranne qualche band meteora che ogni tanto ha prodotto e produce qualche buon lavoro, se si vuole ascoltare la vera crudezza e la spontaneità del genere che ha infiammato i metal fan negli anni ’80 tocca ancora rivolgersi ai mostri sacri, più americani leggi ancora

» giornalismo

Ancora disagi per i pendolari del Frusinate

scritto il by Claudio Giuliani in POLITICA | commenta l'articolo  

Che altro dire sulle disgrazie dei pendolari che non sia stato già detto? Evitando i soliti resoconti di viaggi perennemente in ritardo su carrozze fetide, vetuste, con clima interno pedissequamente opposto a quello che serve per il viaggio, questa volta la (triste) notizia riguarda la sospensione di alcune corse decise dalla Regione Campania. In una nota diramata dall’Ente, si dichiara che “a causa dello sforamento del patto di stabilità avvenuto nella precedente legislatura (la colpa ovviamente è sempre degli altri ndR), si è vista costretta a sopprimere temporaneamente 32 corse al giorno tra i servizi di trasporto regionale su ferro effettuati da Trenitalia”. Questo ha interessato anche i tantissimi pendolari (circa quindici mila si calcola) che usano i treni da e per Caserta e Napoli per andare o tornare da Roma. Si parla di treni affollatissimi poiché, essendo interregionali, effettuano poche fermate intermedie e consentono di raggiungere Roma da Frosinone in quasi un’ora (Cassino in circa un’ora e mezza). Sono treni che usano “materiale” (il gergo usato per le carrozze da chi lavora per le ferrovie) praticamente da museo, sui binari da oltre trent’anni e che presenta ovviamente tutti i disagi dei viaggiatori di cui abbiamo parlato in apertura. Oltre al danno quindi ecco arrivare la beffa con tante corse soppresse fra le quali spiccano quella relativa al treno che dalle 13 e 15 in partenza da Roma Termini raggiungeva Frosinone qualche minuto dopo le 14. E’ stato soppresso anche il treno che da Caserta passava per Frosinone dopo le 14 e che raggiungeva Roma. Più danneggiato di Frosinone dalle decisioni campane è risultato sicuramente Cassino che era meta o partenza, di molte più corse per i viaggiatori diretti o provenienti da Caserta, Napoli e anche Salerno. Tanti i treni che da proprio da Salerno arrivavano nella terra di San Benedetto, ma anche quelli che nel pomeriggio facevano la spola fra Napoli centrale e Cassino che ora nel migliore dei casi sono limitati a Caserta e quindi non arriveranno più nella nostra provincia. Quando si parla di pendolarismo infatti, non c’è solamente quello Roma-Frosinone o Cassino-Roma. Tanti sono infatti i cittadini del Cassinate che si recano a lavoro verso le grandi città campane situate a sud della Ciociaria. La regione campana fa sapere però che “la decisione sulle corse soppresse sarà comunque oggetto di valutazione per eventuali modifiche e/o revisioni con la prossima edizione dell’orario in vigore dal 12 dicembre 2010, sulla base delle consuete riunioni periodiche con Trenitalia e le associazioni di utenti e consumatori”. Quindi è possibile un ripensamento? Le esperienze passate testimoniano a sfavore di questa possibilità. A chi chiedere aiuto quindi? Ai politici? Dalla classe dirigente, che frequenta le banchine dei treni quando c’è da fare propaganda elettorale, al massimo ci si può attendere qualche bella parola e qualche altra bella promessa. In un periodo di crisi come questo, dove come si è visto anche le regioni tagliano e puntualmente in direzione dei servizi per il cittadino, servizi essenziali e imprescindibili,   non si sa più veramente a chi chiedere aiuto. Rimane forse solo da scrivere una lettera al capo dello Stato, il Presidente Napolitano, che negli ultimi tempi sembra essere l’unico italiano a godere di fiducia, tanto è chiamato a dirimere tutti i problemi della quotidianità.

Frosinone, beffa per i lavoratori dell’agenzia di formazione

scritto il by Claudio Giuliani in POLITICA | commenta l'articolo  

Altra beffa, questa volta a sfondo sindacale per il comitato dei lavoratori stabilizzati (CLS) dell’agenzia di formazione di Frosinone. Così infatti hanno bollato il mancato incontro tra sindacati e amministrazione provinciale in merito alla loro sorte. In una nota diramata il Cls scrive che “dopo le proteste del nostro Comitato, improvvisamente le organizzazioni sindacali si reinseriscono nella controversia di lavoro come intermediari, ciò dopo che, prima della costituzione del Cls, avevano abbandonato i lavoratori al proprio destino adducendo l’impossibilità a far valere i contratti a tempo indeterminato che essi avevano stipulato con l’Agenzia Provinciale”. I nostri lamentano quindi una sorta di ingerenza dei sindacati nella controversia, colpevoli di essersi alienati dalla vicenda quando una soluzione sembrava impossibile. Si legge nella nota stampa diffusa dal Comitato: “le organizzazioni sindacali emettevano un comunicato con il quale minacciavano un’auto-convocazione presso i locali dell’Amministrazione Provinciale alla presenza del Presidente della Provincia, dell’assessore alla formazione provinciale e dei vertici della PFF per ieri se non avessero avuto formale invito. Tale azione sindacale è stata considerata dai lavoratori del Cls come un’iniezione di fiducia nonché un concreto sostegno all’azione autonoma che i lavoratori del Cls stanno portando avanti. Purtroppo, per l’ennesima volta, si è trattato di un’azione vana e inefficace, poiché i rappresentanti della Provincia, nella veste del solo assessore alla formazione professionale, incontreranno una delegazione sindacale di livello provinciale, e non regionale,  il prossimo 3 agosto. Alla luce di ciò, il Cls richiede ai vertici della provincia e della PFF un incontro diretto per la risoluzione della controversia di lavoro. Il tempo stringe, sia per l’imminente scadenza dei contratti, sia per l’inizio dei corsi, e oramai sempre più la nostra convinzione, visto che quasi da due mesi nessuna autorità interessata ha dato risposte alle nostre richieste di chiarificazione, è che i nostri posti di lavoro potrebbero essere mercanteggiati dai politicanti amministratori della provincia per soddisfare clientelismi elettorali precedentemente presi”.

Frosinone, partito il “Culture Rock Festival”

scritto il by Claudio Giuliani in HEAVY METAL, VARIE | commenta l'articolo  

Ha preso il via con successo la prima edizione del “Frosinone Rock Culture Music Festival”, una sei giorni dedicata al rock, il genere musicale inventato (almeno per molti) da Chuck Berry negli anni ’50 e che avrebbe poi rivoluzionato il mondo della musica. Gli organizzatori, vicino a tante importanti manifestazioni musicali che si svolgono nei comuni limitrofi del capoluogo, hanno predisposto nell’area del parcheggio basso dell’ascensore inclinato, nei pressi di via Aldo Moro, un’area dove oltre a gustarsi le esibizioni musicali si può mangiare, bere, ammirare le performance degli artisti di strada presenti (anche grazie alla collaborazione del noto Guglielmo Bartoli ideatore dei mitici Fasti che inizieranno subito dopo il Festival) nonché visitare i vari stand allestiti per l’occasione. Sono stati i Free Birds, una cover band dei Lynyrd Skynard nella nottata di lunedì sera ad aprire il festival, di fronte a molti appassionati che hanno aspettato fino alla mezzanotte per godersi il classico del gruppo, la fantastica “Sweet Home Alabama”. Ieri sera è stata la volta dei Watervall, altra cover band di Bob Dylan, Eagles, America, Crosby Stills e Nash e Neil Young. Questa sera invece ci sarà l’esibizione dei Tres Hombres, altra tribute band questa volta dei sempreverdi ZZ Top, di recente in concerto al Rock in Roma. Domani sarà la volta dei Central Park (band tributo a Simon & Garfunkel) mentre per sabato è in programma la serata clou, quella ad alto contenuto energetico. Si esibiranno infatti gli AC/HD, una cover band dei colossi dell’hard rock mondiale, gli AC/DC che alla soglia dei sessant’anni continuano a fare rock come agli esordi. Al concerto evento – denominato come uno dei pezzi forti degli australiani, “It’s a long way to the top if you wanna rock and roll”, parteciperanno i ragazzi delle Scuole Medie che saranno ospiti speciali. La rassegna si concluderà domenica sera con il concerto dei Fabulous Wood, gruppo dedito al soul e al rock and roll. Un ottimo festival che ha goduto del contributo dell’assessorato alla cultura del Comune di Frosinone e che sta utilizzando al meglio piazza Vittorio Veneto, zona nuova di Frosinone e sicuro punto di interesse negli anni avvenire grazie all’ascensore inclinato.

“La UIL dice NO alla manovra economica del Governo”

scritto il by Claudio Giuliani in POLITICA | commenta l'articolo  

“La UIL dice NO alla manovra economica del Governo”. Con un’opera di volantinaggio effettuata ieri mattina davanti la sede della Prefettura di Frosinone, il sindacato di Luigi Angeletti protesta contro la manovra economica deliberata dal governo Berlusconi. Presente ovviamente lo stato maggiore della Uil di Frosinone, con il segretario generale Gabriele Stamegna che ha sottolineato gli aspetti negativi di una manovra “che noi riteniamo necessaria ma non in questa modalità”. Questo in estrema sostanza il pensiero della Uil su quanto deciso dal ministro Tremonti e avallato dai suoi compagni di Governo. “La manovra economica presentata dal Governo come provvedimento incentrato sulla riduzione delle spese – si legge sul volantino consegnato al vice Prefetto vicario, il dr. Grossi –  in realtà è composto al 40% di maggiori entrate, molti tagli sono solo sulla carta, e tutto sembra di dubbia praticabilità. I tagli agli enti inutili e ai costi della politica, di cui tanto si è parlato, contano praticamente nulla in termini di riduzione della spesa, mentre pesanti sono i tagli su scuola e sanità. E’ una manovra recessiva destinata a penalizzare la ripresa economica nel nostro paese, ha l’ambizione di voler dare un segnale ai mercati finanziari, ma nei fatti è poco credibile in quanto rinvia sine die gli aggiustamenti strutturali sia nell’ambito della spesa che delle entrate, poco rimarrà in vigore dopo il 2012 e chi paga davvero sono sempre i soliti noti, e soprattutto i giovani. Dalla lettura della manovra tre elementi emergono con chiarezza: 1) Non è una manovra incentrata solo sui tagli alla spesa, al contrario ben il 40% della manovra a regime è composto da maggiori entrate; 2) L’incremento delle entrate è dovuto in gran parte ai nuovi provvedimenti antievasione, politica di questa compagine governativa poco credibile  (vedi i reiterati dei condoni fiscali); 3) Assenza di misure strutturali di contenimento della spesa, a fronte di semplici riduzioni lineari soprattutto nei confronti di Regioni e Comuni, con la grave conseguenza di una riduzione dei servizi sul territorio o dell’aumento della fiscalità locale”. Gabriele Stamegna ha dichiarato quanto segue a margine della consegna del documento di contestazione. “Noi riteniamo sì necessaria la manovra, ma riteniamo iniqua la distribuzione dei sacrifici. E’ una manovra visibilmente improvvisata che punta a esibire grandi numeri per offrire un quadro macroeconomico rassicurante, e il peso è tutto sulle spalle di che ha sempre pagato. Chi paga un grande prezzo sono i giovani, colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato, dal blocco delle assunzioni e delle carriere nel pubblico impiego, dall’ennesimo rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali. Non una, ma due mani, vengono messe nelle tasche dei giovani, dei lavoratori, dei pensionati. No a questa manovra recessiva e antisociale che toglie a chi non ha per dare, ancora una volta, a chi già tanto ha”.

Frosinone, ancora sull’Agenzia di formazione

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Ennesima puntata sulla controversia fra l’Agenzia Provinciale Frosinone Formazione e il Comitato dei Lavoratori Stabilizzati. I lavoratori, trentadue, rivendicano un diritto acquisito dopo tre anni di lavoro presso l’Agenzia: la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, come previsto dalla legge. Dopo essere stati ignorati dal Presidente della Provincia Iannarilli, anche onorevole del Parlamento, i lavoratori cercano udienza ora presso il Governatore del Lazio Polverini, sperando che il suo passato da sindacalista possa produrre una soluzione positiva nella vicenda. Nella lettera, il C.L.S. scrive di come “l’attuale dirigenza dell’agenzia di formazione di Frosinone, nominata dalla giunta dell’On. Antonello Iannarilli, si rifiuti di riconoscere la procedura di stabilizzazione, lamentando carenze economiche con le quali si giustifica l’impossibilità di sostenere i costi previsti per legge dai nostri contratti”. Ecco quindi che i nostri argomentano, con dovizia di particolari, delle situazioni che lascerebbero pensare che i soldi a disposizione per la loro contrattualizzazione a tempo indeterminato in realtà ci siano. Scrivono: “la Provincia stanzia dei soldi all’agenzia (oltre tre milioni di euro all’anno ndR) per il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Consci che nel triennio appena concluso non ci sono stati debiti, ci chiediamo perché l’amministrazione competente non vuole riconoscere la procedura di stabilizzazione lamentando carenze di fondi. Altro fatto che lascia pensare è che nell’ultimo anno la struttura abbia dovuto ricorrere a ulteriori 37 docenti pagati a prestazione per garantire il regolare svolgimento dell’attività formativa. Si preferisce questa via meno onerosa per supplire alla domanda di formazione? E poi c’è il capitolo ricorsi. Ogni causa costa circa 2.000 euro, a carico dell’Ente in caso di vittoria del lavoratore. Ci sono state già 4 vittorie. Se anche gli altri faranno causa, in caso di (probabile) successo, l’Ente dovrà pagare oltre 50.000 euro di spese legali. Soldi che verranno sborsati dai cittadini, l’Agenzia si finanzia infatti con risorse pubbliche”. La lettera si chiude rivendicando in maniera forte ancora una volta il maltolto: “La nostra non è una supplica ne una prostrazione nei confronti del panorama politico, è solo la rivendicazione di un diritto acquisito con la procedura di stabilizzazione prevista dalla legge”. Ora la palla passa quindi alla Polverini: ascolterà questi lavoratori del Lazio o seguirà il pessimo esempio del Presidente della Provincia, nonché suo collega di partito, Iannarilli?

Il profilo di Stefano Peruzzi

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Stefano Peruzzi

Chi mastica tennis, conosce benissimo Stefano Peruzzi, vera e propria icona dello sport con la racchetta nel nostro territorio. Qualcuno invece, magari coloro che si sono avvicinati a questo sport negli ultimi anni, ignora che Peruzzi prima di diventare un valido maestro, sia stato un ottimo tennista, fra i migliori di sempre della nostra provincia e con dei risultati in bacheca molto prestigiosi. Stefano, classe ’67,  inizia a giocare a tennis prestissimo, all’età di 3, 4 anni sui campi del vecchio Tc Enal. All’epoca giocavano a tennis solo coloro che abitavano nei popolari palazzi che circondano i campi di via Adige. Il primo maestro fu Giuseppe Fratarcangeli. “Ci faceva mettere in fila, e giocavamo un diritto e un rovescio. Eravamo un gruppo di ragazzi che abitava lì di fronte” ricorda Peruzzi. Poi l’approdo al T2, attraversando di fatto la strada. Stefano vi arriva quando è undicenne, ha intenzione di cominciare a fare sul serio. Qui forma una formidabile squadra agonistica con i suoi compagni di allora. “Il team era formato da me, Manlio Ferragni, Massimiliano Renzi e Marco Fedi, tutti coetanei. Subito dopo di noi c’erano i più piccoli Francesco Tinè, Luca Crescenzi e Donati”. La squadra del T2 fa la trafila in tutte le competizioni agonistiche, fino a quando giunto all’età di 16 anni Peruzzi non decide di dare nuova forma a quella forte passione tennistica che sentiva crescere dentro imperiosamente. Disputa la bellezza di trenta tornei in Italia e viene subito classificato C2, l’anno dopo diventa C1 e raggiunge un grande risultato quando appena diciottenne viene classificato B4. All’epoca i tennisti under che potevano vantare questa prestigiosa classifica erano un decina, parliamo di 25 anni fa. Peruzzi batteva i migliori under d’Italia, i vari Mencaglia, Poggioli e Filippi. E qui arriva la chiamata di leva. Stefano parte per il militare e non viene inserito nella compagnia atleti come spetterebbe a tutti i tennisti del suo rango. Presta il suo servizio come assaltatore, non proprio una passeggiata, e dopo un anno torna alle gare ma non ha più lo smalto di prima. Decide quindi di tentare di diventare maestro nazionale. Va alla scuola nazionale maestri, conosce colei che diverrà poi la donna della sua vita e madre dei suoi piccoli figli, i tennisti del domani, e dopo aver ottenuto la qualifica di maestro torna a gareggiare nei tornei, è il 1991 e la sua classifica è di C1. L’anno seguente si mette sotto. Gioca la serie C a squadre con il circolo romano del Casal Palocco, vince 6, 7 tornei di terzo gruppo e partecipa al torneo pontino al Quadrifoglio (una super competizione dotata di un montepremi di dieci milioni di lire) dove compie un’impresa. Batte in sequenza infatti il B3 Russo, il B2 Sebastiano, l’ex B1 Angelo Mangiante (ora giornalista Sky) e in semifinale si arrende ad Altobelli per 7-6 6-4. Quell’anno batte quindici tennisti classificati in seconda fascia guadagnando la classifica di B2. Ma rimane per scelta in serie C continuando quindi a giocare con i romani. Uno dei più grandi risultati della carriera arriva nel 1997: Peruzzi diventa campione italiano a squadre di serie C con il Nomentano vincendo anche il titolo di campione regionale individuale della stessa categoria. L’anno seguente viene di nuovo classificato B3. Porta quindi la serie B a squadre a Frosinone, precisamente al Park Club formando team con l’altro B3 Paolo Sinibaldi con Marco Quattrociocchi e Carlo Venturi. Nel 2005 il ritorno al T2 di Frosinone. Quell’anno Stefano è classificato 3.5 (vige l’attuale riforma delle classifiche) ed esercita l’attività di maestro. E’ Gaetano Tinè, patron del circolo a stuzzicarlo. “Mi disse – ci racconta Stefano – perché non torni a giocare i tornei? Potresti anche fare la serie C qui al T2”. Peruzzi ripartì. “Vinsi il torneo al Casale, e da 3.5 diventai subito 3.1, era il 2007, l’anno seguente tornai di nuovo nel club dei seconda categoria diventando 2.8 e guidando l’attuale squadra agonistica del T2 di categoria”. Una specie di seconda giovinezza, soprattutto fisica, l’accompagna durante questi anni. Inizia l’attività nel circuito Over 40, per due anni di fila il T2 è secondo nel Lazio dietro degli autentici mostri tennistici. Anche gli ottimi risultati nelle gare di  singolare gli fanno fare un altro salto in classifica, ora è 2.6. “Ho attraversato sempre da serie B le tre riforme del sistema delle classifiche, mi piacerebbe essere presente anche alla prossima” ci dichiara prima di congedarci. Conoscendolo, siamo sicuri che non mancherà quest’appuntamento.

T2, finale fra Vanni e Dell’Acqua

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Luca Vanni

E’ arrivato finalmente il momento di eleggere il campione della tredicesima edizione del torneo open del T2, manifestazione internazionale iniziata dieci giorni fa sui campi del circolo di Gaetano Tinè. Gli organizzatori hanno dirottato i match di ieri, ovvero le gare dei quarti di finale e successivamente delle due semifinali, sui campi in terra battuta coperta di Arce. Domani alle 10 e 30 al T2  quindi è previsto l’epilogo della manifestazione, ovvero la finalissima che si disputerà a partire dalle ore 16 al T2 di Frosinone se il tempo lo consentirà altrimenti gli organizzatori si vedranno costretti a far disputare anche la finale al coperto di Arce. Riassumiamo con ordine lo svolgimento della giornata di ieri. Nella parte alta del tabellone, dopo aver eliminato la testa di serie numero uno Pedrini, è giunto in semifinale Luca Vanni, umbro classificato 2.1 che ha battuto ieri nei quarti l’argentino Tarantino. Idem come sopra per Leonardo Azzaro, ottimo doppista, già classificato numero 180 a livello mondiale in singolare, che nei quarti ha sconfitto il fortissimo Giuseppe Menga al terzo set con il punteggio di 2-6 6-2 6-0. Nella parte bassa del raggruppamento è avanzato prepotentemente il romano Marco Viola, classifica 2.2. Ha estromesso di prepotenza la testa di serie numero due Giulio Di Meo, liquidato con un perentorio 6-3 6-0 negli ottavi di finale e ha poi chiuso il match dei quarti che lo vedeva opposto a Oscar Rodriguez in due set. Contro il colombiano, Viola ha sudato le fatidiche sette camicie nella prima frazione, vinta al tie-break salvo poi conquistare la seconda per sei giochi a zero complice anche la molle resistenza opposta da Rodriguez. Viola ha dimostrato di attraversare un ottimo momento di forma, la sua voglia di riscattare la deludente annata 2009 (tanti infortuni per lui) è palpabile e il suo solido tennis da fondo campo messo in mostra ieri ne è testimonianza. L’ultimo quarto di finale, disputato nel tardo pomeriggio, ha visto in campo il 2.1 Massimo Ocera contro il pari classifica Massimo Dell’Acqua. A vincere è stato il milanese Dell’Acqua, finalista al T2 nel 2009, che con un perentorio 6-2 6-4 in poco più di un’ora ha guadagnato la vittoria. Un ottimo risultato se consideriamo che Ocera è un giocatore che in carriera è stato capace di battere anche un (allora) sedicenne Juan Martin Del Potro nel 2005 e ha veleggiato per molti anni attorno alla posizione atp numero 500. Successivamente sono scesi in campo per la prima semifinale Luca Vanni e Leonardo Azzaro. Ne è uscito vincitore Vanni che ha prevalso con il punteggio di 6-2 6-4. Nella seconda semifinale invece, che ha visto di fronte Massimo Dell’Acqua e Marco Viola, a guadagnare il via libera per l’ultimo match del torneo è stato Dell’Acqua con il punteggio di 6-3 6-1. Domani quindi i due finalisti si sfideranno per contendersi il titolo e i duemila euro che spettano al vincitore. Per Stefano Peruzzi e i suoi fidi collaboratori, il giovane Roccagalli e il simpatico Aleandro Riodoro per gli amici “brio”, significherà l’arrivo di qualche giornata di riposo. Ma non prima della cerimonia di premiazione (molto nutrito l’elenco delle personalità sia dello sport che della politica che vi prenderanno parte) e dell’immancabile buffet finale, convivio di qualità curato come sempre dal socio storico del circolo Ermanno Pieroni. Appuntamento quindi nel pomeriggio, se vi piace il tennis non potete mancare.

Open T2, le gare degli ottavi di finale

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Giuseppe Menga

Giornata densa di incontri quelli di ieri al T2 di Frosinone dove sono scesi in campo le prime otto teste di serie del torneo open. In vista del maltempo previsto per oggi, i giudici arbitro Arcangelo Fratarcangeli e Giancarlo Collalti hanno preferito anticipare gli incontri possibili a ieri con la messa in campo dei doppi turni, un evento oramai abituale per manifestazioni di questo tipo specie quando l’affluenza è di quelle di rilievo. Quando manca poco all’epilogo del torneo, i match si fanno sempre più combattuti e ricchi di colpi di prestigio che spesso si rendono decisivi. Ieri a impressionare i presenti è stato Luca Vanni, tennista dotato di un servizio devastante e primo a qualificarsi per i quarti di finale del torneo. Nel suo primo incontro ha superato Melchiorre per 6-4 6-1 mentre nel pomeriggio ha dato vita alla partita più bella del giorno. Sul centrale del circolo del Sacro Cuore ha giocato contro la testa di serie numero uno del torneo, l’altoatesino Marco Pedrini. I due hanno dato vita a degli scambi molto avvincenti e lottati, tali da richiedere tie-break del terzo set come giudice massimo dell’incontro. Qui Pedrini è partito male e Vanni non ha incontrato difficoltà a chiudere per sette punti a due. Oggi nei quarti se la vedrà con l’argentino Agustin Tarantino, una sorta di caterpillar da fondocampo le cui bordate costringono i suoi avversari a coprire in lungo e in largo il campo da tennis. Tarantino ha battuto in mattinata l’over 40 Filippeschi per 6-2 al terzo set e nel pomeriggio ha liquidato l’altoatesino Patrick Prader in maniera molto più agevole. Esce dal torneo Filippo Giorgetti, promettente romano, fra le sorprese del torneo e allenato da Gianluca Luddi. A batterlo è stato Enrico Iannuzzi 2.3 dotato di colpi di inizio gioco assolutamente debordanti. A mettersi in luce, oltre al citato Vanni, sono stati i fratelli Rodriguez, provenienti dalla Colombia. Cristian, il più giovane dei due, dopo aver eliminato Tenneriello ha superato Angelini per 6-3 6-3 mentre il più grande Oscar ha battuto il 2.3 romano Valerio Russo per 3-6 6-3 6-3. Nel tardo pomeriggio sono tornati di nuovo in campo per guadagnare il passaggio ai quarti di finale. Cristian ha poi giocato contro il 2.1 Giuseppe Menga. Brevilineo, ma dotato di una mobilità eccezionale e di una velocità di braccio – lui che è mancino – assolutamente fuori dal comune, Menga ha vinto un match molto bello e molto duro. Vinto il primo set per 6-4, si è complicato la vita nel secondo quando ha fallito il game del 5 a 4 in suo favore con la battuta a disposizione. Si è giunti quindi al tie-break dove ha chiuso all’ottavo (!) match point senza concedere palle set per il terzo. Il fratello intanto sul campo adiacente era in vantaggio contro il romano Luddi, sembrato non proprio in forma. In serata hanno giocato anche Giulio Di Meo (2.1, seconda testa di serie) e Marco Viola (2.2) che ha eliminato Andrea Roscioli. Oggi in caso di pioggia i quarti si giocheranno ad Arce, sui campi in terra al coperto, domani mattina le semifinali del torneo e nel pomeriggio la finalissima per il titolo del tredicesimo open del T2.

T2 day 7, è tempo di big

scritto il by Claudio Giuliani in TENNIS | commenta l'articolo  

Valerio Russo

Grandi match al T2 di Frosinone dove ci si sta avvicinando all’epilogo del tredicesimo torneo open, manifestazione dotata di un montepremi di ottomila euro e intitolata alla memoria di Armando Desiato per la quarta volta consecutiva. Ieri giornata di doppi turni con l’entrata in campo dei tennisti classificati fino a 2.3. Molti quindi gli incontri di livello che sono stati seguiti dai tanti tifosi assiepati sulle tribune dei campi in terra rossa del circolo.  Ma andiamo per ordine nel racconto della giornata. La mattinata si è aperta con l’incontro di Alessio Roccagalli, unico ciociaro in gara al giovedì dopo che Carlo Venturi era stato eliminato nella tarda serata di mercoledì dal 2.5 Fiut Tomanic per 6-1 6-3. Roccagalli aveva ancora sulle gambe i due match del giorno precedente e nulla ha potuto contro il forte 2.5 Ramedi. Alla fine lo score finale è stato di 6-1 6-3 in favore di quest’ultimo, tanti comunque gli applausi tributati ad Alessio Roccagalli, miglior ciociaro del torneo senza alcun dubbio. Vittoria anche per Andrea Roscioli, 2.4 romano che ha riportato recentemente in vita il circolo tennis F84 di Roma ora gestito da lui e al rientro nelle competizioni open dopo un anno. Roscioli ha battuto il campano Nicola De Cesare per 6-3 6-4. Prima vittoria anche per il siciliano Laerte Di Falco che ha battuto per 63 6.2 Alessandro Fuzio (2.4). Subito dopo la pausa pranzo, si è tornati di nuovo in campo per permettere l’avanzamento del tabellone finale. Bello il match fra il romano Volpicelli e il toscano Galuppo. Il primo set veniva vinto da quest’ultimo al tie-break dopo aver salvato ben cinque set point. Volpicelli di rabbia si aggiudicava la seconda partita per sei giochi a zero salvo poi cedere per 6-3 il set finale. Vinceva anche impressionando i presenti Valerio Russo, romano classificato 2.3. Superava Laerte Di Falco in un match molto equilibrato che ha richiesto la disputa del terzo set. Fatale al siciliano è stato il break subito sul quattro a tre in favore dell’avversario. Sciupata una palla per il quattro pari, Di Falco ha ceduto il servizio e ha permesso a Russo di servire per il match in maniera agevole, concludendo un incontro che è stato uno dei più seguiti. Di Falco infatti ha messo in mostra un tocco assolutamente non comune rispetto ai suoi colleghi. Smorzate, colpi in backspin, il siciliano ha mostrato tutto il suo repertorio ma non è bastato di fronte alle autentiche bordate di Valerio Russo da fondo campo, fisico micidiale e diritto killer. Passa il turno anche Angelini, vittorioso per 7-5 7-6 su Di Vuolo. I tennisti, entrambi classificati 2.3, hanno dato vita ad un match avvicente e molto combattuto come testimonia il punteggio. In serata sono tornati in campo di nuovo Roscioli (affrontava il forte 2.3 Naldi), Tenneriello contro  Rodriguez, Caldarelli contro Ramedi e Tomanic opposto Di Giovanni (con quest’ultimo che aveva già vinto il primo set per 6-0 al momento di chiudere la pagina).Oggi in campo i 2.2: Albanesi, Raffaei, Rodriguez, Viola, Prader, Tarantino e Vanni. Spettacolo assicurato al T2.

Tennis, Matteo Fago si fa strada negli USA

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Matteo Fago

C’è un tennista ciociaro che sta facendo strada in America. Si tratta del cepranese Matteo Fago che qualche anno fa ha tentato la via degli “States” guadagnandosi l’accesso alla Tennessee University grazie allo sport della racchetta. Classe 1987, cresciuto sui campi della Vignola di Ceprano e istruito all’arte del tennis dallo zio Ivano oltre che dal papà Arturo, Fago è stato artefice di una brillante carriera da under vissuta anche assieme al forte fratello Raffaele (vincitore in passato anche del Lemon Bowl) con il quale ha fatto spesso coppia in molte competizioni. Accudito dalla scuola tennistica cepranese dei vari Corsetti, Federici e Fago, Matteo ha giocato poi diversi anni con il Tc Ripi prima di affidarsi in toto a Stefano Pescosolido che l’ha portato subito nel circolo Parioli di Roma. Sotto la guida del tecnico Magnelli, Fago ha notevolmente incrementato la potenza di gioco, migliorando i fondamentali da fondo campo pur sacrificando qualcosa in tema di imprevedibilità. Quel periodo ha reso Fago un giocatore di livello assoluto tanto da fargli guadagnare la classifica nazionale di 2.1, normalizzata poi a 2.2 visto che il numero di tennisti 2.1 è fisso. Dopo qualche tempo la decisione di tentare la strada americana. Grazie all’aiuto di Pescosolido, Matteo finisce a Knoxville nel Tennessee dove gioca il campionato di prima fascia per l’università americana. I “Vols”, come vengono chiamati i tennisti arancioni del college, beneficiano subito delle prestazioni di Fago. Nel suo primo anno Matteo diventa il primo tennista dal 1990 a concludere la stagione imbattuto nei match da singolare. Fago conclude la stagione con il parziale di undici incontri disputati in singolare e altrettante vittorie conquistate. Anche nel doppio si fa valere, lo score finale parla di 18 vittorie e 6 sconfitte. Al suo secondo anno centra una striscia di 16 successi consecutivi in singolare finendo per guadagnare la posizione in classifica nazionale studentesca numero 107 in singolare e numero 21 in doppio. Lo score finale in singolare è di 19 vittorie e 12 sconfitte in singolo, e di 25 vittorie e 10 sconfitte in doppio. Nell’inverno scorso ha contribuito a portare i Vols in finale nel campionato indoor con una serie di quattro vittorie consecutive. La finale è stata poi persa contro lo stato della Georgia. Ha raggiunto inoltre i quarti di finale nel torneo internazionale dell’Ohio. Prossimo alla laurea in economia, addirittura con molti mesi di anticipo, Fago ha dimostrato di sapersi adattare presto al tennis giocato sui campi in duro del cemento americano. Tornerà in Italia a inizio luglio quando tenterà la sorte anche nei vari tornei open locali (riadattandosi velocemente al tennis su terra battuta oramai dimenticato) tanto per non perdere il legame con la terra natia, quella che l’ha sempre acclamato e che l’ha sempre sostenuto fin da quando vagava sui campi cepranesi della Vignola con la sua enorme (per l’epoca) head prestige rossa dello zio in cerca di sparring partner che l’avrebbero reso poi quello che è oggi.

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