Che altro dire sulle disgrazie dei pendolari che non sia stato già detto? Evitando i soliti resoconti di viaggi perennemente in ritardo su carrozze fetide, vetuste, con clima interno pedissequamente opposto a quello che serve per il viaggio, questa volta la (triste) notizia riguarda la sospensione di alcune corse decise dalla Regione Campania. In una nota diramata dall’Ente, si dichiara che “a causa dello sforamento del patto di stabilità avvenuto nella precedente legislatura (la colpa ovviamente è sempre degli altri ndR), si è vista costretta a sopprimere temporaneamente 32 corse al giorno tra i servizi di trasporto regionale su ferro effettuati da Trenitalia”. Questo ha interessato anche i tantissimi pendolari (circa quindici mila si calcola) che usano i treni da e per Caserta e Napoli per andare o tornare da Roma. Si parla di treni affollatissimi poiché, essendo interregionali, effettuano poche fermate intermedie e consentono di raggiungere Roma da Frosinone in quasi un’ora (Cassino in circa un’ora e mezza). Sono treni che usano “materiale” (il gergo usato per le carrozze da chi lavora per le ferrovie) praticamente da museo, sui binari da oltre trent’anni e che presenta ovviamente tutti i disagi dei viaggiatori di cui abbiamo parlato in apertura. Oltre al danno quindi ecco arrivare la beffa con tante corse soppresse fra le quali spiccano quella relativa al treno che dalle 13 e 15 in partenza da Roma Termini raggiungeva Frosinone qualche minuto dopo le 14. E’ stato soppresso anche il treno che da Caserta passava per Frosinone dopo le 14 e che raggiungeva Roma. Più danneggiato di Frosinone dalle decisioni campane è risultato sicuramente Cassino che era meta o partenza, di molte più corse per i viaggiatori diretti o provenienti da Caserta, Napoli e anche Salerno. Tanti i treni che da proprio da Salerno arrivavano nella terra di San Benedetto, ma anche quelli che nel pomeriggio facevano la spola fra Napoli centrale e Cassino che ora nel migliore dei casi sono limitati a Caserta e quindi non arriveranno più nella nostra provincia. Quando si parla di pendolarismo infatti, non c’è solamente quello Roma-Frosinone o Cassino-Roma. Tanti sono infatti i cittadini del Cassinate che si recano a lavoro verso le grandi città campane situate a sud della Ciociaria. La regione campana fa sapere però che “la decisione sulle corse soppresse sarà comunque oggetto di valutazione per eventuali modifiche e/o revisioni con la prossima edizione dell’orario in vigore dal 12 dicembre 2010, sulla base delle consuete riunioni periodiche con Trenitalia e le associazioni di utenti e consumatori”. Quindi è possibile un ripensamento? Le esperienze passate testimoniano a sfavore di questa possibilità. A chi chiedere aiuto quindi? Ai politici? Dalla classe dirigente, che frequenta le banchine dei treni quando c’è da fare propaganda elettorale, al massimo ci si può attendere qualche bella parola e qualche altra bella promessa. In un periodo di crisi come questo, dove come si è visto anche le regioni tagliano e puntualmente in direzione dei servizi per il cittadino, servizi essenziali e imprescindibili, non si sa più veramente a chi chiedere aiuto. Rimane forse solo da scrivere una lettera al capo dello Stato, il Presidente Napolitano, che negli ultimi tempi sembra essere l’unico italiano a godere di fiducia, tanto è chiamato a dirimere tutti i problemi della quotidianità.
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