Dopo un mese di riposo, periodo in cui i campioni approfittano per aggiustare qualcosa del proprio gioco, sta per ripartire la stagione del cemento americano, preludio agli US Open. Vedremo presto se i titani del tennis hanno approfittato di questo stop per migliorarsi. Ecco intanto cinque consigli a Federer per farlo vincere a New York. Claudio Giuliani
La sorpresa più grande di Wimbledon è stata sicuramente la sconfitta di Roger Federer contro Jo Wilfried Tsonga, specie per il vantaggio di due set a zero e per l’assurda inerzia mostrata nel perdere i rimanenti tre parziali senza tentare un minimo di variazione o reazione. Un articolo del The Bleacher Report, scansati Nadal e Djokovic analizza le possibilità di Federer di trionfare nello slam americano. Una vittoria in cinque mosse stando al gergo scacchistico, vediamo quali secondo il magazine americano.
1. Concentrazione durante i match
Il Federer 2011 non è quello degli anni passati. L’allargamento della famiglia, le esigenze degli sponsor e la crescita consolidata dei suoi rivali fra i motivi del (naturale) cambiamento. Anche la sua forma non è quella di una volta; ecco quindi che durante i match un minimo calo di concentrazione può rivelarsi fatale. Si prenda ad esempio quanto scritto sopra in merito al torneo londinese o la semifinale del 2010 contro Djokovic agli Us Open o il primo set perso contro Nadal a Parigi quest’anno. Un lavoro attivo su questa parte mentale del suo gioco potrebbe giovargli.Lui ha ancora fame di vittoria, di questo siamo sicuri altrimenti avrebbe già smesso. Manca delle volte un pizzico di concentrazione. Se migliora sotto questo punto di vista, potrà giovarsene quando la pressione dei punti decisivi si farà forte.
2. Migliorare la sua forma atletica
“Mettersi a posto fisicamente!” recita l’articolo. I segreti attorno alle condizioni atletiche di Roger non sono nuovi. Da buon svizzero, riesce a tenere nascosti anche i piccoli acciacchi che avanzano al pari dell’età (tennistica). Con la crescente importanza del fattore psicofisico di oggi, scendere in campo in perfetta forma atletica è requisito imprescindibile. Roger Federer è un giocatore fra quelli che si infortunano di meno nel tour, anche per via del suo tipo di gioco. C’è differenza però fra il giocare essendo in forma e il giocare evitando infortuni. Federer deve essere in forma per poter competere con i sui (più) giovani rivali. Nel primo punto del terzo set dopo aver perso i primi due, in un ipotetico incontro di semifinale dello slam americano, Federer non andrà da nessuna parte se comincerà a pensare a quanto dovrà stare in campo – e quindi a stancarsi – per recuperare e vincere l’incontro sapendo di dover affrontare poi un Nadal o un Djokovic in finale.
3. Rimanere fedele alla tattica
La finale dell’Open di Francia di quest’anno ha mostrato quanto possa essere letale Federer se rimane fedele al suo gioco. Se gioca un tennis veloce, abbreviando gli scambi, lo svizzero è micidiale. Guardare la supremazia con cui ha preso il controllo del primo e terzo set contro Nadal a Parigi 2011 ha spazzato via ogni dubbio sulle sue capacità. Sfortunatamente, per ragioni che solamente lui conosce, ha fallito – come altre volte in passato – nel cogliere le opportunità. Lui comunque riesce a essere ancora altamente competitivo, a riuscire nel dominare a tratti giocatori come Nadal e Djokovic, come dimostrato sulla terra rossa francese. In queste occasioni ha usato la stessa tattica, la medesima che l’ha fatto trionfare nelle Atp World Finals 2010. Se lui riesce a essere fedele alla sua maniera di giocare, nulla lo può fermare.
4. Accorciare gli scambi
Raccomandare a Roger Federer di abbreviare la durata dei punti, lui che gioca in maniera fluida, potrà sembrare draconiano ma, inevitabilmente, arrivati a questo punto della carriera l’età dice la sua. Durante la finale parigina l’incapacità di abbreviare alcuni punti è costata cara allo svizzero. Sappiamo tutti che quando lo scambio si allunga, la possibilità che a vincere il punto siano Djokovic o Nadal invece che Federer sale vertiginosamente. Dopo la finale contro Nadal lo svizzero disse: “Mi piace farlo correre da una parta e all’altra per vedere quanto resiste. Questo è quello che faccio. È bello essere Rafa, io sono felice di essere Roger”. Beh come fatto notare da Roger stesso, Nadal è felice di essere Nadal. Lo svizzero non può competere con lui sul piano della regolarità da fondo campo, specie quando i match vanno oltre le tre ore di durata.
5. Scordarsi di Nadal e Djokovic
Essere numero tre del mondo dev’essere una cosa non facile da digerire per lo svizzero. Ecco quindi che nei tornei dove tutti i big sono in campo, Roger dovrebbe togliersi dalla testa i pensieri inerenti Nadal e Djokovic. Questo forse lo aiuterebbe a essere più concentrato a livello emozionale. Quello che Federer dovrebbe tentare di tenere sempre a mente è che lui è un giocatore che ha vinto 16 prove dello Slam. Che è ancora lui quello da battere e che è al pari dei suoi più stretti rivali. Non deve essere lui a sfidare gli altri, ma questi a sfidare lui. Questo ragionamento potrebbe dargli sollievo. Se riesce a togliersi dalla testa quei due, e a considerarsi quindi il favorito per la conquista del titolo, potrebbe veramente convincersi di essere senza rivali.
Giusti o sbagliati questi cinque consigli del magazine americano? Di una cosa siamo abbastanza sicuri: che Roger come al solito farà di testa sua. Il grande ego dello svizzero, quello che a volte lo porta a sbattere contro autentici muri tennistici, farà un passo indietro acconsentendo a un finale di carriera diverso sotto il punto di vista del gioco? Tutti gli addetti ai lavori del globo si sbizzarriscono nel dare suggerimenti a Federer. Quelli di questo articolo sono solo gli ultimi in ordine temporale. Altri ne verranno, specie se arriveranno altre sconfitte. Già qualche tempo fa si parlò della possibilità di giocare di meno durante l’anno per lo svizzero. Giocare meno per giocare meglio, selezionando quindi gli appuntamenti per una più probabile vittoria finale. Ma se da una parte questa pratica è già in uso dai top player, spesso ci si dimentica di dare merito ai due che negli ultimi anni hanno fatto retrocedere Roger al ruolo di tennista numero tre della classifica mondiale. In fin dei conti Federer è arrivato in fondo a tutti i tornei più importanti quest’anno: ha perso da super Djokovic in semifinale in Australia, da Nadal in finale a Parigi e da uno Tsonga in versione speciale a Wimbledon, seppur malamente. Come a dire: si parla di dare consigli a un giocatore che difficilmente fallisce una semifinale di uno Slam, dove poi si può perdere specie se di fronte si incontrano avversari in stato di grazia. Qualche aggiustamento è pur possibile (evitando di richiamare in causa ogni volta il mancato serve and volley solo perché è uno dei pochi giocatori abili nel gioco di volo) ma la forza dello svizzero è anche la sicumera con il quale fronteggia i suoi avversari. La stessa che vediamo disegnata sul suo volto quando conclude scambi in maniera unica e i suoi lineamenti esprimono l’assoluta consapevolezza della normalità di quel gesto. Gli stessi tratti facciali che tradiscono fastidio quando a concludere punti del genere sono i suoi avversari, lui che appena vince un game spedisce infastidito le palle ai ball-kids come se qualcuno di questi avesse messo in dubbio l’esito della vittoria. Sarà il suo ego a impedire i cambiamenti. Ci sarà un motivo se Roger non ha avuto bisogno durante la sua carriera di un coach modello padre-putativo o no? Altrimenti, non sarebbe Federer.






























